Il Tirreno

Livorno

Allarme melanoma Livorno maglia nera in tutta la Toscana

Federica Boldrini
La presentazione della campagna Salvalapelle
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La presentazione della campagna Salvalapelle

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 LIVORNO. Esposti al rischio di contrarre tumori alla pelle o melanomi più di ogni altro abitante della Toscana e non solo: sulla costa livornese l'incidenza è altissima, circa il doppio rispetto ad altre località. Ogni anno sono previsti circa 50 nuovi casi su tutta la costa livornese e solo nel 2010 sono state sottoposte a intervento 235 persone.  Maglia nera dunque per la nostra città che si aggiudica un primato del quale avrebbe sicuramente fatto a meno.  I dati. Lo dimostrano gli impressionanti dati emersi dalla campagna di prevenzione "Salva la pelle", promossa nel mese di maggio da Comune, Asl 6, Ordine dei Medici, Ufficio scolastico e farmacie. «In una settimana sono state fatte 600 visite specialistiche - entra nel dettaglio il dottor Giovanni Bagnoni (Dermatologia) - e sono stati individuati 15 pazienti da sottoporre ad intervento chirurgico. Quattro i casi di tumore, undici i casi in cui i medici (18 dermatologi professionisti che hanno prestato il loro servizio in modo volontario, ndr) hanno rilevato delle lesioni sospette». Numeri che fanno riflettere anche sulle abitudini dei livornesi e sul loro rapporto con il sole. «L'esposizione al sole in maniera incontrollata è sempre nociva - ricorda il professor Bagnoni - soprattutto quando è eccessiva e priva di protezione. La nostra difesa è la melanina: se l'esposizione al sole è superiore a quanto la nostra melanina può sopportare il rischio si moltiplica».  Il fototipo. Ogni tipo di pelle reagisce in maniera diversa alle radiazioni UV: dipende dal fototipo (ne sono stati rilevati sei). Farma.Li (società farmacie comunali di Livorno) durante la settimana di sensibilizzazione ha sottoposto un campione di 219 persone al test del fototipo. «Un'operazione - spiega Alessio Poli - resa possibile grazie al dispositivo Soft 5.5, un sistema per la stima della tolleranza della pelle ai raggi UV». La maggior parte dei soggetti sottoposti al test risulta rientrare nei fototipi III e IV (73,52%) prevalenti nella zona geografica mediterranea. «Ma abbiamo un 23,74%, circa un terzo dei soggetti sottoposti al test - sottolinea Poli - che corrispondono al fototipo II, considerato il più a rischio». I soggetti più a rischio in assoluto sono quelli che rientrano nel fototipo I: «Non più di 8 minuti di esposizione al sole», confermano gli esperti.  Il consiglio per "Salvare la pelle". La parola d'ordine è senza dubbio prevenzione. «Se la diagnosi è precoce - spiega Bagnoni - si può guarire al 100 per cento con un intervento di pochi minuti». Ecco alcune semplici regole di "autovalutazione" per comprendere quando un soggetto può essere a rischio melanoma. Ricordiamo le prime cinque lettere dell'alfabeto: A come asimmetria, B come bordi irregolari, C come colore disomogeneo, D come dimensioni (non deve superare i 6 millimetri) e infine, forse la lettera più importante, la E come evoluzione. «Un neo sta fermo - chiude Bagnoni - mentre un melanoma cresce». Infine il dottor Enrico Bianchi che ha sottolineato l'importanza della campagna di sensibilizzazione, quest'anno dedicata a Massimo Ceccarini, primario di Dermatologia, scomparso recentemente. «Ripeteremo l'iniziativa in autunno sperando di poter visitare un maggior numero di persone e continuando a coinvolgere le scuole: la prevenzione deve iniziare dai giovanissimi».

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di Redazione web