Il Tirreno

Livorno

Tiziana Savi, vedova di Riccardo Cervelli travolto da un’auto a Nugola mentre era in sella al suo scooter

Pene più aspre per chi provoca incidenti

Tiziana Savi ha perso il marito
◗
Tiziana Savi ha perso il marito

La battaglia della donna: «Mi hanno rovinato la vita. Chi sbaglia deve pagare»

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. «Chi sbaglia deve pagare, non ci sono mezze misure. L'incidente in cui è stato ucciso mio marito mi ha rovinato la vita... Deve essere fatta giustizia per lui e per tutte le vittime della strada». È passato oltre un anno da quando Riccrado Cervelli, 62 anni, ormeggiatore ed ex atleta, morì in scooter travolto da un'auto guidata da una ragazza che invase la corsia opposta. Era l'aprile 2010 e da allora la vedova, Tiziana Savi, autrice del libro sulla Ciucia, non si dà pace: «Non sono più io, la vita che avevo prima ormai non esiste più. Mio suocero sta morendo di dolore, è ridotto a una larva umana, e i miei figli cercano di reagire come meglio possono. Quanto a me, poco dopo la morte di mio marito ho venduto la nostra casa di Nugola e sono tornata a vivere in Venezia, dove ero nata: non potevo più stare lì senza di lui».  Per affrontare in qualche modo il dolore, Tiziana Savi ha deciso di fare della giustizia per le vittime della strada la sua battaglia. Ha iniziato lottando o ottenendo l'installazione di 4 autovelox sulla via delle Sorgenti, dove il marito aveva perso la vita (a Poggio ai Grilli). E ora sta portando avanti il progetto di legge per l'inasprimento delle pene per chi provoca un incidente mortale, alla guida sotto effetto di droghe e/o alcol. «Mi sono messa in contatto con i genitori di Lorenzo Guarnieri, il giovane fiorentino ucciso sulla strada a giugno 2010, e li sto aiutando a raccogliere adesioni. Per ora abbiamo duemila firme, dobbiamo arrivare a 5mila: ce la faremo».  La battaglia per modificare la legge corre su facebook e la Savi si sta impegnando anche sul web per spargere la voce e raccogliere firme. I punti cardine del progetto sono l'egastolo della patente, cioè ritirarla a vita a chi guida ubriaco e sotto effetto di droghe, e più anni di carcere. Ma l'autrice della Ciucia si sta impegnando soprattutto sul nostro territorio: ho contattato Lorenzo Bacci, sindaco di Colle, e l'assessore alla programmazione e sviluppo del territorio, Roberto Menicagli. Inoltre, ha richiesto un incontro al primo cittadino di Livorno, Alessandro Cosimi, presidente dell'Anci Toscana. «Al nostro sindaco vorrei chiedere di sensibilizzare il territorio a questa tematica - dice la Savi - Basta con questo muro di indifferenza. E una volta passata questa legge ci muoveremo per punire anche chi provoca incidenti mortali per distrazione: tutti devono prendersi le proprie responsabilità». L.L.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web