Gioco
«Il maxi-buco di Massa non toglierà i fondi per il nuovo ospedale»
Mauro Zucchelli
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Il sopralluogo della commissione regionale al Pascoli Lo dice il presidente Pd della commissione regionale Ma il vice Pdl: conti ko, voragine più profonda del previsto
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LIVORNO. I guai della sanità regionale con il maxi-buco scoperto nei conti dell'Asl di Massa finiranno per azzoppare il progetto del nuovo ospedale a Livorno? La quarta commissione del consiglio regionale non ha in mano i cordoni della borsa ma ce la mette tutta per fare tabula rasa di un simile interrogativo: lo fa durante al termine del sopralluogo che l'organismo guidato dal presidente Marco Remaschi (Pd), insieme ai consiglieri regionali livornesi Marco Ruggeri (Pd) e Marco Taradash (Pdl), ha compiuto ieri fra le strutture sanitarie della nostra città. Quelle già esistenti, in particolare le novità (polo oncologico, centro trasfusionale, area materno-infantile) ma con un occhio a quelle che verranno, visto che è stato fatto un salto pure all'istituto Pascoli a Montenero (dove è stato previsto il nuovo ospedale). «Le risorse ci sono, il piano anche, la copertura finanziaria pure»: Remaschi risponde così al cronista («mi sembra che a Livorno la discussione verta su qualcos'altro»). Ci penserà poi il vicepresidente Stefano Mugnai a rompere un po' il clima bipartisan, sottolineando che la voragine di Massa è una sorta di pozzo senza fondo del quale, «nonostante le rassicurazioni», neanche la Regione «conosce l'entità definitiva se è vero che sono adesso saltati fuori altri 18 milioni di euro di fatture extra». Non basta: il nuovo ospedale di Livorno «non fa parte né della pianificazione del pacchetto di Pistoia Prato Lucca e Massa né del piano sanitario uscente». Ma il direttore generale Monica Calamai non molla: «Stiamo chiudendo con il Comune la partita delle permute». Però, se il sindaco Cosimi avrà le sue buone ragioni per ripetere che il bando salterà fuori entro fine giugno, la numero uno della sanità labronica resta appena un po' più cauta e evita di inchiodarsi a una data («diciamo che prima di entrare nel pieno dell'estate avremo il bando»). L'inaugurazione di nuove realtà come il polo oncologico o l'area materno-infantile sono una bella novità ma anche l'occasione per metter lì un altro interrogativo: ma non sono quattrini buttati via, se poi l'ospedale emigrerà altrove? No, dice il presidente Pd («guai se si lascia andare tutto in malora aspettando il nuovo ospedale»). A dar man forte su questo concetto è - forse a sorpresa - il leghista Gianluca Lazzeri («la vicenda degli ospedali attualmente in costruzione dimostra che fra progetto esecutivo e fine lavori passano almeno dieci anni, ai malati non possiamo dire di ripassare quando saremo pronti»). Ma l'esponente del Carroccio non è affatto tenero con l'Asl, anche se gran parte dei suoi numeri si riferiscono al 2009 (e dunque soprattutto alle gestioni pre-Calamai): a parte i conti in rosso per quasi 9 milioni di euro, Lazzeri sottolinea che Livorno resta fuori dagli standard regionali su una sfilza di fronti messi nero su bianco nel report dell'istituto che misura la qualità del servizio: 1) alta percentuale di ricoveri ripetuti entro 30 giorni; 2) criticità nella gestione del «rischio clinico con una frequenza «molto elevata» delle cause legali; 3) il consistente fenomeno delle "fughe" per curarsi in altri ospedali; 4) la spesa farmaceutica sopra la media regionale; 5) il rilevante numero di dirigenti («oltre 850, ben al di sopra di quanto avviene in altre Asl simili»).
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