Gioco
COSÌ PARLÒ MONICA
Ora mi sento in una città cucita su misura per me
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Quella per il gelato è una passione che ho ereditato dal nonno e che ha sempre fatto parte dei miei sogni. Adoro il momento in cui la crema è pronta, mi piace provare i vari gusti, sperimentare e far assaggiare agli altri le mie scoperte guardando il loro stupore. Di Amleto Damiani, ovvero Gerbi il Gelataio ho sempre sentito parlare da mio padre, dai suoi fratelli, dalle zie, ma anche da nonna Virginia, morta quando io avevo 13 anni. Lei mi parlava sempre dell'amore che nonno nutriva per due cose: lo sport e il gelato. Oggi vivo in via Goldoni, in quella che un tempo era la casa di nonno, dormo nel suo letto e sul lato dove dormiva lui. E ogni tanto rileggo con piacere un vecchio quaderno, dove con scrupolo annotava le ricette, i conti, il bollettino meteorologico e il numero dei clienti del giorno, che cambiava a seconda del tempo. Sono sempre stata una bimba serena che, contrariamente a molti coetanei, godeva della compagnia dei genitori. Delle mie estati livornesi ho ricordi semplici: il bagno alla Cala del Leone, il cocomero mangiato a morsi dopo averlo tenuto a rinfrescare nell'acqua e il dolce far niente sotto il sole... A Livorno mi sento tranquilla oggi come ieri, e lo sono soprattutto per il mio secondo figlio che è ancora piccolo e in una città come Roma vivrebbe meno libero. Il tempo in questa città è più dilatato, per le strade c'è meno caos e ogni cosa appare più semplice, più a dimensione d'uomo. Dopo sei anni il mio giudizio su un luogo che già conoscevo in parte, è ottimo. C'è chi dice che mancano i divertimenti, che non c'è nulla, che ci si annoia, ma io se solo riesco ad arrivare al mare ho già raggiunto la pace dei sensi.
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