Il Tirreno

Livorno

L'angoscia della mamma «Mi hanno portato via il bene della mia vita»

Lara Loreti   Lorenzo Corradi
L'angoscia della mamma «Mi hanno portato via il bene della mia vita»

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 COLLESALVETTI. Sono le 5 quando suona il telefono in casa Viola, a Nugola. La madre di Davide, Manuela Menichetti, sta dormendo. E quando sente il suono della chiamata risponde, certa di sentire all'altro capo la voce del figlio.  Ma purtroppo non è così. La donna è disperata quando racconta con un fil di voce, a tratti rotto dal pianto, l'incubo vissuto alla vigilia del solstizio d'estate: «Quando sono stata chiamata stamani (ieri ndr) alle cinque, credevo fosse lui. Poi hanno detto che dovevo farmi coraggio e lì ho capito che non c'era più niente da fare. Che cosa direi a chi lo ha investito? Che è un vigliacco e che mi ha portato via il bene di tutta la mia vita».  La casa di via di Nugola Nuova dove il ragazzo risiedeva con la madre è piena di amici, conoscenti e familiari. Il via vai ieri è continuo: inizia di mattina e prosegue fino a sera: gli amici di Colle, i compagni della scuola superiore e anche gli ex studenti delle medie Martano Marcacci del paese. Sguardi persi nel vuoto, occhi gonfi di lacrime che per qualche motivo non vogliono scendere. Scendono invece, eccome, dagli occhi di Manuela Menichetti, la mamma di Davide, che cerca conforto in tutti coloro che in quel momento sono nella sua casa. In silenzio il padre Vincenzo, come a tenere il dolore e la rabbia dentro di sé.  Non era nato in Italia Davide, ma in Colombia, da dove la famiglia Viola lo aveva adottato quando aveva 7 mesi: era figlio unico. A farsi volere bene non aveva di certo tardato: un ragazzo alla mano, buono, sensibile, un po' vivace come lo sono quasi tutti quelli della sua età.  Dopo la licenza di terza media, si era iscritto all'istituto professionale, ma da un anno aveva deciso di interrompere gli studi. E stava cercando un lavoro. Questo per lui era un momento complicato: da tre anni soffriva per la morte del nonno, avvenuta nel 2008. Ma negli ultimi tempi, chi gli stava vicino l'aveva visto un po' più tranquillo.  Con i suoi numerosi amici, Davide usciva soprattutto a Collesalvetti. L'altra sera per raggiungere il paese si era fatto accompagnare da un'altra persona in quanto il suo scooter era guasto e lui l'aveva portato a riparare. La nonna Miriana si lascia andare: «Pare un destino. Quando aveva lo scooter stavamo in pensiero, ma alla fine tornava; adesso che era guasto, Davide è morto mentre era a piedi».  Tra coloro che sono in casa ci si chiede come sia possibile un incidente del genere in una strada a senso unico, in salita e con una curva a gomito proprio all'altezza di dove è successo l'investimento. Una via peraltro molto stretta. Saranno i rilievi dei carabinieri di Collesalvetti e del Nucleo radiomobile di Livorno, guidati dal tenete Claudio Gallù, a fare chiarezza sulla dinamica. Intanto, dopo il primo esame esterno effettuato sul corpo di Davide dal medico legale David Forni, tra oggi e domani ci sarà l'autopsia. La salma, che si trova ai Lupi, resta sotto sequestro dell'autorità giudiziaria, a disposizione del pm di turno Giuseppe Rizzo.

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di Redazione web