Gioco
Novecento no al nuovo Scoglio della Regina
Federica Boldrini
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Il progetto contestato Petizione appoggiata da Amadio: progetto assurdo per il lungomare
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LIVORNO. Novecento firme in poco più di una settimana. Sono i numeri della petizione popolare lanciata da Alessandro Pozzetto, residente sul viale Italia, e appoggiata dalla consigliera comunale Marcella Amadio (Pdl) e dal capogruppo del Pdl alla circoscrizione 3 Michela Crotti. Il motivo? Fermare il progetto di ristrutturazione dello Scoglio della Regina così come l'amministrazione lo ha proposto e approvato. «Ai cittadini non piace - è la spiegazione - perché è completamento avulso dal resto del lungomare e soprattutto dalla struttura originaria dello Scoglio della Regina che risale alla fine dell'800 quando la città di Livorno ha vissuto il suo massimo splendore». La prima bozza del progetto prevedeva la costruzione di una struttura su tre piani in legno lamellato di colore arancione (stile baracchine): ad apprenderlo è stato proprio il signor Pozzetto, sfogliando la rivista "Comune Notizie". «Ci siamo mobilitati subito - spiega Pozzetto, che si fa portavoce di residenti, commercianti e visitatori del lungomare - ma anche la seconda proposta, che cambia leggermente rispetto alla prima, quella che il Comune conferma essere definita, non ci piace affatto». Si tratterebbe infatti di un enorme blocco in muratura costruito con mattoni rossi. «La prima cosa a cui ho pensato? Un nuovo ecomostro di fronte al nostro mare», afferma Pozzetto. «Praticamente edilizia popolare», affonda Amadio. Che aggiunge: «Sembrerà di stare alla Scopaia, alla Leccia, a Corea. Insomma per un'operazione del valore di 7 milioni di euro (oltre 4 milioni li mette la Regione, il resto il Comune ndr) credo proprio che si possa fare di meglio. Il problema - conclude la consigliera - è che questa amministrazione tende ad appiattire tutto quando invece, per non fare errori, basterebbe che guardasse al passato». Il prossimo passo (domani?) sarà la consegna delle firme all'assessore Colombini con la proposta di ripensare alla ristrutturazione in modo armonico con il resto del lungomare ed in linea con lo stile originario della struttura. Per concludere ecco una riflessione sulla destinazione d'uso della struttura che in parte dovrebbe essere adibita al centro di ricerca di biologia marina: «Perché non pensare - conclude Amadio - di destinare la struttura al suo uso originario, magari con un centro benessere, così da renderla fruibile a cittadini e turisti?».
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