Gioco
Muore a 62 anni l'ex pugile La Bella Stroncato da infarto
Lara Loreti
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Vincenzo La Bella Ex militare e impiegato del Cisam, lascia moglie e due figli Domani alle 15.30 ci sarà il funerale alla cappella dei Lupi
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LIVORNO. Nella sua vita ha lottato spesso, sul ring, tanti incontri che l'hanno portato a vincere il titolo nazionale a Cuba. Ma l'ultima battaglia per Vincenzo La Bella è stata particolarmente dura. Se n'è andato in quattro giorni, stroncato da un infarto. Aveva 62 anni. È morto ieri alle 13.30 nel reparto di Rianimazione, dove era stato ricoverato martedì in seguito all'arresto cardiaco. Vincenzo Labella era un uomo vivace e molto intraprendente. Nato in Sicilia, a 11 anni si era trasferito a Torino con la famiglia. E a 16 anni si era arruolato nei carabinieri, dove aveva cominicato a gareggiare e distinguersi per le sue qualità di pugile, peso Welter. Poi si era trasferito a Livorno. Ma a 22 anni aveva lasciato l'Arma per amore: in città aveva conosciuto quella che poi sarebbe diventata sua moglie, Rosalia, siciliana anche lei, ma da tempo residente a Livorno. Tra loro era stato amore a prima vista: 40 anni di matrimonio. E così, Vincenzo si era rimesso in gioco nel mondo del lavoro e aveva trovato un posto al Cisam, il Centro interforze studi e applicazioni militari di Pisa. Per anni aveva continuato a viaggiare e a rappresentare l'Italia all'estero con le sue doti pugilistiche. Poi si era dedicato solo al lavoro e alla famiglia. La Bella abitava in via della Livornina 4. Oltre alla moglie Rosalia, lascia i figli Veronica e Francesco e 5 nipoti. I funerali, seguiti dal servizio funebre della Svs, saranno celebrati domani alle 15.30 alla cappella dei Lupi.
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