Il Tirreno

Livorno

Condannato il parapiglia del mercato

Il questore incontra il capo spirituale dei senegalesi

Mbacke, Diop e il questore D’Agostino
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Mbacke, Diop e il questore D’Agostino

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LIVORNO. «Religioni e istituzioni hanno lo stesso obiettivo: guardare alle persone, all'umanità, aldilà di ogni differenza, perchè prima di tutto si ha a che fare con gli uomini». E' quanto ha detto il gran marabutto del Senegal Serigne Mame Mor Mbacke al questore di Livorno Bruno D'Agostino in un incontro avvenuto ieri mattina.  La visita, voluta sia dalla nutrita comunità senegalese locale sia dal questore, ha assunto un significato ulteriore dopo l'episodio di tensione avvenuto il 19 maggio scorso in centro quando un normale controllo a un ambulante senegalese scatenò un parapiglia che coinvolse circa 200 persone, la gran parte livornesi insorti in difesa dello straniero. Il gran marabutto Mbacke, che in Senegal ha un ruolo di guida spirituale e ha anche funzioni istituzionali soprattutto nelle aree più povere del Paese, ha spiegato a D'Agostino di aver condannato subito l'episodio.  Mbacke è stato accompagnato in questura da una delegazione della comunità senegalese che il marabutto ha elogiato per la capacità di integrarsi (a sottolinearlo una sciarpa del Livorno calcio al collo di uno dei rappresentanti). L'autorità senegalese ha anche chiesto al questore D'Agostino che i senegalesi, che lavorando cercando l'integrazione, abbiano meno possibile problemi nell'ottenere e rinnovare i permessi di soggiorno. D'Agostino ha garantito come la questura livornese «faccia già molto per snellire le procedure, noi siamo tenuti al rispetto della legge, non ci sono spazi per fare diversamente: ma sappiamo che dietro ognuna di queste persone c'è una storia».

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di Redazione web