Gioco
Trovato limportatore orientale che faceva da tramite con i negozianti livornesi
Dalla Cina in città passando dal porto
L.L.
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LIVORNO. Dalla Cina direttamente in città, in un magazzino di stoccaggio. Deus ex machina del giro illegale di giochi pericolosi, secondo la Guardia di finanza, sarebbe un commerciante cinese, titolare di un banco. Era lui che teneva i contatti con i fabbricanti cinesi, facendo arrivare la merce direttamente in porto sulle grandi navi-merci. A lui le fiamme gialle sono arrivate dopo una lunga indagine. Tutto è nato da una serie di controlli a ambulanti sia italiani sia cinesi e all'interno di negozi di elettronica e elettrodimestici. Da lì l'attenzione delle fiamme gialle è risalita agli importatori ed è venuto fuori il cinese di 45 anni. Solo che nell'acquisto della merce l'uomo non teneva conto delle norme europee sulla sicurezza dei prodotti. Il cinese, secondo l'indagine, teneva la merce in un magazzino preso in affitto, e poi la rivendeva a negozi sia cinesi sia italiani. Grande il risparmio non solo per l'orientale, ma anche per gli altri commercianti livornesi: i militari del Gruppo della finanza livornese hanno scoperto che giochi per la play station da 80 euro venivano rivenduti a 20. Un prezzo stracciata che ovviamente faceva molto gola all'acquirente. Tuttavia, l'indagine è tutt'altro che conclusa: la Finanza ha scoperto che ci sarebbero altri grossisti coinvolti con magazzini in Toscana e in altre parti d'Italia.
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