Sicurezza
Caos all'imbarco per il Marocco
Martina Corirossi
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Le auto in coda da ore fuori dal terminal SintermarCentinaia in coda per ore, devono intervenire le forze dell'ordine
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LIVORNO. Ogni sabato le stesse scene che si ripetono. Camion, auto e roulotte carichi fino all'inverosimile in fila per ore. Centinaia di persone che attendono di imbarcarsi per raggiungere il Marocco. E ogni sabato la tensione sale alle stelle. Capita che i passeggeri, la maggior parte marocchini, siano fermati al momento del check-in per irregolarità nella prenotazione. Ieri c'è voluto l'intervento delle forze dell'ordine per placare gli animi. In pochi sanno che, dal 20 novembre scorso, è partito il servizio della compagnia di navi Grimaldi che collega Livorno con Tangeri, porto del Marocco. Livorno è dunque il secondo porto dopo Genova ad imbarcare passeggeri alla volta del Paese nordafricano. Le navi partono dalla nostra città intorno alla mezzanotte del sabato per giungere a destinazione il martedì mattina, dopo aver toccato la Spagna. Al momento del check-in, al terminal Sintermar, c'è sempre qualche problema. Complice forse la lingua straniera, il biglietto d'imbarco per il proprio veicolo spesso non risulta valido. Marocchini residenti in ogni parte d'Italia, si ritrovano impossibilitati a partire una volta giunti al gate, situato nei pressi del Varco Galvani. «Le agenzie emettono ticket per auto con rimorchi, ma i passeggeri si presentano con furgoni o mezzi appartenenti ad altre categorie» spiegano alla biglietteria. E poi ci sono coloro che caricano sopra il tettuccio della propria auto o del camion, tavoli, sedie, divani e quant'altro, sforando il tetto di altezza consentito. Ed ecco che, in entrambi i casi, scatta il sovrapprezzo. Una cifra ingente per la maggior parte di coloro che si imbarcano, così inevitabilmente qualcuno dà in escandescenze. «Siamo partiti ieri sera alle 23 da Treviso per tornare in Marocco - racconta Said, che è stato rispedito indietro al check-in - ma il biglietto per salire in nave con il mio furgone non è valido. Ho già speso 450 euro e adesso me ne chiedono altri 440». Una notte in viaggio, ore di attesa, e scoprire di dover pagare 440 euro in più su un biglietto già salatissimo. E così esplode la rabbia. A gestire la situazione, ieri, sono arrivati uomini dei carabinieri, della guardia di finanza e della polmare. «Le agenzie di viaggi dovrebbero essere più accorte prima di emettere i biglietti, la lingua straniera facilita equivoci di questo genere», precisano dalla Grimaldi. Ma i problemi non finiscono qui. La nave per il Marocco salpa dalla Darsena Toscana ma lì non c'è spazio per il check-in. I passeggeri si recano al terminal della Sintermar per i controlli e poi sono scortati fino alla Darsena. Ma quella della Sintermar è una struttura spoglia, non certo destinata al traffico di passeggeri. Nella sala d'attesa non ci sono ancora le sedie e la gente bivacca per ore in mezzo di strada.
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