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Detenuto tenta suicidio alle Sughere Salvato dagli agenti
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Un detenuto nordafricano ha tentato di togliersi la vita questa mattina nel carcere delle Sughere. L'uomo è stato salvato dall'intervento di alcuni agenti di polizia penitenziaria. A renderlo noto la Uil Penitenziari con il coordinatore provinciale Mauro Barile.
Secondo quanto ricostruito il detenuto straniero ha tentato il suicidio legando intorno al collo un cappio rudimentale agganciato alle inferriate della finestra. L'episodio, secondo quanto riferito dalla Uil, si è verificato poco dopo l'inizio del turno mattutino nel reparto 'Alta sicurezza'. Sono stati tre agenti della polizia penitenziaria ad accorgersi di quanto stava accadendo, liberando il detenuto dal cappio.
«In questi, come in molti altri casi, la prontezza e la capacità di saper prevenire sono gli unici insostituibili fattori - aggiunge Barile - che facilitano la gestione degli eventi critici del genere, date le caratteristiche strutturali dei servizi igienici allestiti nelle camere detentive. Questa mattina il connubio dei due elementi ha dato dimostrazione dell'infallibilità».
«Ma non possiamo non domandarci - aggiunge la Uil - per quanto tempo ancora si dovrà ricorrere agli strumenti di fortuna. Gli operatori penitenziari sono stanchi di subire la disattenzione di chi ha la responsabilità istituzionale di fornire i dovuti strumenti, personale e risorse economiche, necessari ad un più funzionale sistema penitenziario».
Secondo quanto ricostruito il detenuto straniero ha tentato il suicidio legando intorno al collo un cappio rudimentale agganciato alle inferriate della finestra. L'episodio, secondo quanto riferito dalla Uil, si è verificato poco dopo l'inizio del turno mattutino nel reparto 'Alta sicurezza'. Sono stati tre agenti della polizia penitenziaria ad accorgersi di quanto stava accadendo, liberando il detenuto dal cappio.
«In questi, come in molti altri casi, la prontezza e la capacità di saper prevenire sono gli unici insostituibili fattori - aggiunge Barile - che facilitano la gestione degli eventi critici del genere, date le caratteristiche strutturali dei servizi igienici allestiti nelle camere detentive. Questa mattina il connubio dei due elementi ha dato dimostrazione dell'infallibilità».
«Ma non possiamo non domandarci - aggiunge la Uil - per quanto tempo ancora si dovrà ricorrere agli strumenti di fortuna. Gli operatori penitenziari sono stanchi di subire la disattenzione di chi ha la responsabilità istituzionale di fornire i dovuti strumenti, personale e risorse economiche, necessari ad un più funzionale sistema penitenziario».
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