Gioco
Muore a 46 anni in moto contro il bus
Lara Loreti
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Moreno Istroni in un momento felice in vacanzaTragedia alla Leccia: l'uomo stava andando al lavoro, sotto choc l'autista dell'Atl
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LIVORNO. Moreno adorava la moto e ogni giorno la prendeva per andare al lavoro. «Anche se pioveva o se c'era vento, lui andava sempre sulla sua Yamaha FZ6, che aveva appena comprato», dicono i familiari. Ieri mattina era da poco uscito di casa quando in via di Collinaia s'è scontrato con un autobus di linea Atl, il numero 4. Un impatto devastante: il centauro, Moreno Istroni, 46 anni, saldatore, è morto sul colpo. Sono le 6.40. Il bus sta svoltando a sinistra, da via di Collinaia verso via della Leccia, un incrocio pericoloso. Il motociclista procede sulla strada principale verso la rotonda della Valle Benedetta per raggiungere la sua ditta, che si trova al Picchianti. È un attimo: l'autista si accorge all'ultimo momento della presenza della moto. Moreno prova a frenare, sull'asfalto ci sono i segni delle ruote. Ma ormai è tardi. Ed è tutto inutile. La moto si schianta contro la fiancata del bus, tra la porta di uscita centrale e le ruote posteriori. Istroni cade sull'asfalto inerme. Per terra una pozza di sangue. Poco distante, una scarpa. I passeggeri sono sotto choc, l'autista sconvolto. Ma scende subito dal mezzo e chiama il 118. Il conducente cerca di dare i primi soccorsi all'uomo, ma la situazione appare subito disperata. Il 118 invia sul posto un'ambulanza della Misericordia, che arriva in pochi minuti. Poi giungono due volanti della polizia e tre pattuglie dei vigili urbani per i rilievi: spetta a loro ricostruire l'esatta dinamica dello scontro e accertare le evenutali responsabilità. Grande lavoro anche per gestire la viabilità: si avvicina l'ora di punta e il traffico è intenso alla Leccia. I soccorritori cercano di rianimare il motociclista, ma non c'è niente da fare. La salma viene rimossa dal servizio funebre della Misericordia. Intorno alle 8.45 anche l'autista, 41 anni, dopo aver cercato di gestire al meglio la situazione, ha un crollo: si sente male e viene portato in pronto soccorso. Come prevede il protocollo, viene indagato per omicidio colposo. Intanto all'incrocio tra via di Collinaia e via della Leccia accorrono tutti i residenti, curiosi, ma anche arrabbiati per l'ennesimo scontro in quel punto maledetto. Poco dopo arrivano i familiari di Istroni, avvertiti dalla polizia municipale. Il primo ad arrivare è il fratello Dario, seguito dal cugino Massimiliano e dagli zii. Il dolore è enorme, specialmente quando la salma viene portata ai Lupi. Al cimitero, nel pomeriggio c'è un via vai senza sosta di amici, parenti e colleghi che si riuniscono per salutare Moreno e per stare il più possibile vicino ai familiari. Distrutta dal dolore, la compagna Tiziana, che si è precipitata sul posto dell'incidente. Intorno a lei si stringono tutti i parenti. Moreno, che aveva una figlia di 28 anni, era un uomo che si faceva ben volere per la sua simpatia e la disponbilità. Così lo ricorda chi lo conosceva bene. Viveva con la compagna in via Lussemburgo numero 2. E faceva il carpentiere: era molto bravo e si occupava anche del montaggio di navi. Ma la sua grande passione era la moto. Qualche tempo fa gliela avevano rubata, ma lui l'aveva subito ricomprata. Non poteva farne a meno e, avendo poco tempo libero, la utilizzava tutte la mattina per recarsi al lavoro. Moreno amava anche i viaggi: girava tanto con la compagna, sempre sulle due ruote, su cui si sentiva libero, in grado di andare in capo al mondo, come ricordano gli amici. «Era un tipo solare e pieno di amici», dice una persona vicina alla famiglia. La salma di Istroni è ai Lupi a disposizione della magistratura. Oggi sarà analizzata dal medico legale e nel pomeriggio sarà esposta. I familiari sono in attesa del via libera del pm per fissare il funerale.
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