Il Tirreno

Livorno

Le Ferrovie puntano su Livorno

Cristiano Meoni
Un locomotore per la manovra ferroviaria allo scalo del Calambrone
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Un locomotore per la manovra ferroviaria allo scalo del Calambrone

Porto più accessibile ai treni: Gallanti strappa l'ok

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 LIVORNO. Diventare uno dei porti ferroviari più importanti d'Italia. Con questa prospettiva in testa, martedì il presidente dell'Autorità Portuale Giuliano Gallanti ha incontrato i vertici delle Ferrovie. Non c'era Mauro Moretti, il numero uno delle Ferrovie. C'erano però Gilberto Galloni, presidente di Fs Logistica, e Michele Elia, amministratore delegato di Rfi, la società proprietaria della rete ferroviaria. Gallanti ha avuto il via libera per bandire la gara che dovrebbe riunificare la manovra ferroviaria, oggi divisa tra due operatori, abbattendo così costi e tempi del servizio.  La delibera con il bando di gara sarà portata al prossimo comitato portuale, previsto per fine mese. Ma l'incontro romano è servito anche a tratteggiare gli scenari legati a una più stretta collaborazione tra il porto di Livorno e il gruppo Ferrovie. Stando a quello che hanno detto i manager, Livorno potrebbe diventare in pochi anni il principale porto ferroviario italiano. Ovviamente sono scenari da prendere con le molle: analoghe promesse fatte in passato si sono rivelate pie illusioni, per la difficoltà - delle Ferrovie ma anche dello Stato - a reperire le risorse necessarie agli interventi infrastrutturali. E allora ci venga consentita almeno un po' di prudenza.  Però il primo banco di prova è positivo. Oggi far uscire o entrare un contenitore sui binari è complicato e costoso. I treni vengono portati al Calambrone da Fs Cargo. La manovra cosidetta "primaria" viene fatta allo scalo dal personale di Rfi: si tratta di scomporre e ricomporre i convogli da indirizzare in porto. C'è poi una manovra "secondaria" - dal Calambrone alla banchina - che viene svolta da un operatore privato, Serfer. Due gestioni diverse: rotture di carico e duplicazione di costi. Anche dopo le pressioni degli operatori, il presidente dell'Authority si è messo a lavorare per portare tutta la manovra sotto un unico gestore. La conclusione a cui si è giunti nell'incontro romano è che Cargo Fs si occuperà anche della manovra primaria. L'Autorità Portuale metterà a gara la manovra secondaria, precisando nel bando che il vincitore potrà anche ottenere in subappalto la manovra primaria. I tecnici di Palazzo Rosciano stimano che, con un unico gestore ferroviario, si possano ottenere risparmi del 30-40%.  I manager del gruppo Ferrovie hanno poi ribadito l'interesse per i traffici del nostro porto, dicendosi disposti a portare i binari fin sulle banchine della Sponda Est e della Sponda Ovest della Darsena Toscana. Fra l'altro, Rfi possiede un'area di 90 mila metri quadrati, confinante con Ltm e con Lorenzini, dove Fs Logistica potrebbe strutturare un terminal (fra l'altro l'area è destinata dal Pot a terminal multipurpose). Per realizzare la stazione in Darsena Toscana sono, per ora, a disposizione 33 milioni di euro, messi dalla Regione.

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di Redazione web