Il Tirreno

Livorno

«E ora l'Asa deve tornare pubblica»

Comitati all'attacco: qui la privatizzazione l'ha fatta il centrosinistra

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 LIVORNO. Con il vento in poppa per il trionfo del sì, soprattutto nei referendum sull'acqua, dal fronte del sì - a cominciare dai Comitati - si alza la voce per chiedere che l'Asa sia ri-pubblicizzata. Con bacchettate esplicite al centrosinistra, che nel 2004 ne decise la parziale privatizzazione.  "Vertenza Livorno" chiede al Comune e al sindaco di dare «un segnale di forte coerenza» promuovendo un percorso di ripubblicizzazione dell'Asa, «privatizzata a Livorno nel 2004, ben prima del decreto Ronchi, privatizzazione che ha portato solo problemi, sia ai lavoratori dell'Asa che alle bollette dei cittadini».  E' un tasto sul quale, in casa Cgil, insistono Fp e Filctem: bisogna «avviare da subito tutte le procedure per rendere possibile l'affidamento e la pubblicizzazione dei servizi pubblici locali». Ma il riferimento non è solo all'acqua ma anche ai rifiuti. Lo dice anche Andrea Romano (Idv): stop alle "riforme" nella gestione dei servizi, «a partire dalle gare di ambito per i rifiuti, di quella unica regionale per il trasporto pubblico e del processo di aggregazione dei gestori del servizio idrico». le aggregazioni aziendali vanno limitate «alla sola creazione di centrali uniche regionali per l'acquisto di beni e servizi (sul modello della Consip), per realizzare economie di scala e tagliare gli sprechi».  Intanto, Carlo Alberto Trespoli (Vas) sottolinea che «ha vinto la democrazia partecipata contro l'oscurantismo per un futuro migliore del Paese».  E Sinistra Critica, che chiede la ri-pubblicizzazione dell'Asa, manda un messaggio al sindaco che elogia i comitati: o l'azione è seguita dai fatti o è «una ennesima furbata di chi a Livorno e in regione ha guidato la privatizzazione del servizio idrico, per tentare di cavalcare l'onda».

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