Toscana
Bimbi disabili portano l'assistente da casa
Esclusi dalle strutture, accordo famiglie-Cecioni per usare gli studenti
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LIVORNO. O si portano un assistente personale da casa oppure nei centri estivi non c'è posto per loro. Succede a una decina di bambini disabili, le cui famiglie hanno chiesto di poter inserire i figli nei vari centri estivi della città. «Non prendono i nostri ragazzi - dice Sandra Biasci, presidente di Disabilandia - perché in queste strutture non ci sono operatori adatti per seguirli». Ma le famiglie, soprattutto quelle in cui ambedue i genitori lavorano, hanno bisogno di un servizio che li aiuti a "gestire" i figli anche in questi mesi estivi. «È chiaro - spiega ancora Biasci - che non è giusto non garantire accolgienza ai portatori di handicap. Comprendiamo le difficoltà delle strutture estive, ma senza questi servizi le famiglie dei disabili non hanno strutture a cui appoggiarsi». Così mamme e papà di questo gruppo di bambini con problemi di handicap si sono organizzati in altro modo. L'assistente personale per i figli se lo sono cercato da soli, grazie a un accordo con il liceo Cecioni. Così, portandosi l'operatore da casa, i loro bambini possono frequentare i centri estivi come tutti i lotro coetanei. In pratica gli studenti dell'istituto superiore, grazie a un percorso di alternanza scuola-lavoro, trascorrono le giornate nei vari centri, prendendosi cura di un bambino disabile. «Ogni famiglia ha "scelto" il ragazzo - dice Biasci - che sembrava più compatibile con il proprio bambino. In questo modo i portatori di handicap saranno affiancati ognuno da una persona». A parte la validità dell'accordo con il Cecioni, Disabilandia lamenta la carenza di organizzazione per far fronte alla gestione dei ragazzi disabili all'interno di numerose strutture, tra i quali i centri estrivi. «Abbiamo chiesto un appuntamento - prosegue Biasci - per confrontarci con l'assessore al sociale della Provincia. Vogliamo poter coinvolgere in un progetto comune vari istituti superiori, magari facendo con loro una convenzione che preveda anche un rimborso spese per gli studenti». Ad oggi questo rimborso lo dà direttamente Disabilandia, «ma serebbe più giusto - termina Biasci - che fossero le istitutzioni, insieme all'Asl, ad occuparsi di organizzare progetti appositi per bambini con handicap. Già nella scuola ci sono grosse difficoltà per garantire personale ai portatori di handicap, almeno per i servizi comunale sarebbe bene trovare un accordo». (a.c.)
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