Sicurezza
Vecchio ospedale, il futuro è senza scuole
Gian Ugo Berti
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La platea dei medici ieri al convegno nella sala del Lem Kutufà scettico: per realizzare un campus, dovremmo prima vendere il Niccolini-Palli
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LIVORNO. Il futuro del vecchio ospedale di viale Alfieri è stato inevitabilmente al centro del dibattito anche nella tradizionale "Giornata del medico e dell'odontoiatra" che si è svolta ieri nella sala del Lem. A lanciare per primo l'argomento è stato il presidente del consiglio comunale Enrico Bianchi, intervenuto all'incontro in rappresentanza del sindaco. «Il Pascoli sarà abbattuto per far posto al nuovo ospedale e verrà ricollocato nel secondo padiglione di viale Alfieri - spiega - Un passaggio finanziario alla pari, la stima è di 20 milioni di euro ciascuno, tra Comune (proprietario del Pascoli) e l'Asl (a cui appartiene il padiglione ospedaliero». E' stato sempre Enrico Bianchi a dettare le scadenze dell'iter verso il nuovo ospedale. «A fine mese ci sarà il bando internazionale per la struttura di Montenero - prosegue - e per il vecchio ospedale si procederà secondo quanto stabilito dal Piano regolatore, attraverso la partecipazione dei cittadini. È vero, siamo stati accusati di poca partecipazione, ma ora si cambia tutto e andremo avanti ascoltando di più la loro voce». Soldi comunque non ce ne sono per fare un "campus scolastico" nella sede di viale Alfieri. Ipotesi che tanto piaceva al sindaco e alla sua giunta. Lo ha ribadito a chiare lettere il presidente della Provincia, Giogio Kutufà. «L'idea è valida - afferma - ma almeno per il momento non ha la compatibilità economica. L'operazione si presenta molto onerosa. Per ristrutturare dovremmo prima vendere gli edifici scolastici, come ad esempio il Niccolini - Palli e altri, perché le spese di ristrutturazione o di nuova costruzione sono sostanzialmente uguali». Ma nel mondo strettamente sanitario - è emerso dall'incontro - c'è anche preoccupazione per il calo dei medici (1500 in meno nei prossimi 8 anni). «Le iscrizioni in calo alle facoltà - spiega il presidente dell'Ordine, Eliano Mariotti - trovano spiegazioni in particolare nell'accanimento giudiziario, aggravio burocratico, scarsi incentivi economici e di carriera. Bersagliati da cause giudiziarie, sono in difficoltà esecutive i concorsi per chirurgia, ortopedia ed anestesiologia. La burocrazia ha poi i propri torti: l'obbligo della certificazione on-line, tessera sanitaria e ricette on-line, denunce degli immigrati clandestini, malattie per il ritiro della patente di guida». Dal canto suo, il vice-presidente Vincenzo Paroli ha ha affontato le questioni giuridiche. «I magistrati ci avevano convinto che le linee - guida dovevano sostituire le vecchie norme e chi le avesse seguite poteva essere tranquillo. Poi, una recente sentenza della Cassazione ha condannato un medico perché le linee -guida non possono essere un criterio valido di comportamento». Nel corso della cerimonia, il Giuramento d'Ippocrate è stato letto per i medici da Emilia Lacaria e per gli odontoiatri da Riccardo Ageno. Dodici i medici premiati per il 50 anni di laurea: Antonio Amoroso, Rosanna Bargagna, Ferruccio Chiesa, Aladino Ciardini, Mauro Citti, Franco De Rango, Giuseppe Giannelli, Salvatore Lenzi, Guglielma Pacciardi, Mario Picchi, Alberto Torri e Silvano Bucci, recentemente scomparso. Il premio di studio per onorare la memoria dei colleghi deceduti lo scorso anno è andato a Matteo Lancioni, Lisa Lardani e Chiara Socci. Riconoscimento alla carriera per Luciano Vizzoni, Giovanni Silvi e Renato Naldini.
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