Gioco
«Le hanno provate tutte ma siamo noi i più forti»
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I VINCITORI. In alto a sinistra: In azione l’equipaggio vittorioso dei rossobianchi del Venezia2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Vogliamo dedicare questa vittoria a Roberto Lomuscio: un uomo di poche parole e di grande cuore. Un dirigente che è rimasto con noi per 35 anni e ci ha lasciato proprio nelle ultime ore». Sono le prime parole del presidente del Venezia, Luigi Suardi, all'arrivo dei suoi ragazzi davanti agli scali Novi Lena. La cantina rossobianca dedica il primo posto al dirigente scomparso e al figlio Sergio, che ha impugnato per anni il remo veneziano. Lo fa intonando il cavallo di battaglia che per tre anni consecutivi ha risuonato sotto allo scalandrone di piazza Mazzini. Ma anche lungo i fossi e davanti alla Terrazza Mascagni, con il trittico della passata stagione. Tolta la parentesi del Memorial Lubrani, vinto dal Pontino, i rossobianchi si confermano a tutti gli effetti l'equipaggio da battere. «Abbiamo messo subito il sasso sul tavolo per far capire che siamo ancora i più forti», si lasciano andare i due capivoga, Alessio Baldacci e Filippo Mannucci: «Tre anni fa siamo stati la sorpresa, davanti all'Ovosodo che sembrava imbattibile; lo scorso anno è arrivata la conferma e quest'anno le altre cantine hanno investito tanto per riuscire a batterci. La competizione sarà più forte, ma è difficile inventarsi i risultati dal niente...Abbiamo chiuso la gara dopo 500 metri, ci siamo e abbiamo voglia di lottare». A premiare i vogatori anche il sindaco Alessandro Cosimi e il comandante dell'Accademia Navale, l'ammiraglio Pier Luigi Rosati. Soddisfatto il presidente del comitato organizzatore, Paolo Cantini: «Nonostante i rinvii ci sono stati entusiamo e una bella cornice di pubblico». Un pizzico di delusione per il suo Borgo: «Dovevamo gareggiare a quattro, di fatto abbiamo iniziato a prepararci solo a marzo. Per nove minuti abbiamo lottato, poi è mancata la preparazione. Ora guardiamo al Palio». Sorrisi sulle facce dell'Ovosodo e del San Jacopo. Ma anche del Fabbricotti che per un pelo non ha riagganciato proprio il Borgo. I rossoneri ora lanciano il guanto di sfida: «Siamo pronti per la Barontini, vediamo chi passa...» J.G.
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