Il Tirreno

Livorno

Coppa Risi'atori, il Venezia detta legge

Juna Goti
Coppa Risi'atori, il Venezia detta legge

Trionfano i rossobianchi davanti a Ovosodo e San Jacopo. Borgo inseguito dal Fabbricotti

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LIVORNO. È sempre lui, il cavallino rosso. Se ne sta laggiù, davanti a tutti. Stampato sulla prua rossobianca. Pronto a tagliare per primo, per la terza volta consecutiva, il traguardo degli scali Novi Lena. Tutto come previsto: nell'edizione numero 33 della Coppa Risi'atori il Venezia ha dettato a tutti la propria legge. Dopo due rinvii causa maltempo, ieri pomeriggio gli equipaggi a quattro e a dieci remi che rappresentano i rioni della città sono scesi in mare a caccia del trofeo che nel 1978 i borghigiani hanno deciso di intitolare a Tito Neri: la Coppa Risi'atori, la prima del trittico d'oro della stagione remiera (il 18 giugno ci sarà la Barontini, il 3 luglio il Palio).  Alla fine il Venezia non tradisce i pronostici. Quello dei rossobianchi è un vero e proprio monologo di tecnica, fatica e passione: partono davanti di una barca, chiudono con 22 secondi di anticipo sull'Ovosodo, che torna a mordere ma senza agganciare. Lo fanno «di prepotenza», come annuncia al microfono lo speaker storico, Emiliano Bardocci.  Il via, alle 18, tra la Gabbia e la Torre della Meloria, con una vista che lascia senza fiato e un mare da dopo-libeccio che impensierisce tutti. In boa uno c'è l'Ardenza. A seguire: San Jacopo, Venezia, Ovosodo, Borgo, Salviano, Pontino, Fabbricotti. La giuria targata Uisp spara in aria, la miriade di barchette che segue la corsa inizia a vociare.  Per le ciurme è una maratona. Qui non ci sono le boe del Palio, non ci sono le correnti e le astuzie dei fossi "barontini". C'è il mare aperto: 7600 metri di onde e fatica. Vince chi regge, chi spinge di più, chi è in forma.  Il Venezia parte subito davanti. Dietro si forma un bel gruppo con Ovosodo, San Jacopo, Borgo, Pontino, Fabbricotti. Restano lontani Salviano e Ardenza. I remi superano le boe dei 500 metri, per la prima volta tricolori e non rosse, in onore ai 150 anni dell'Unità d'Italia e la gara sembra riservare qualche sorpresa, con le prue che dietro al "cavallino rosso" si danno il cambio al comando. Ma superato il primo miglio il duo di testa (Venezia e Ovosodo) si stacca. Dopo un quarto d'ora il Pontino e il Borgo perdono colpi. Sale il San Jacopo, il Fabbricotti aggredisce e sorprende.  Tra il Molo Novo e i Piloti non ci sono colpi di scena: il Venezia è troppo lontano, l'Ovosodo si difende e dice ai risi'atori all'inseguimento che «a lottare per il Palio ci siamo ancora noi». Dietro, nell'ordine, arrivano San Jacopo, Borgo, Fabbricotti, Pontino, Salviano e Ardenza, che non riesce mai a ingranare la marcia.  Per i rossobianchi del Venezia è la Coppa Risi'atori numero dodici. E pensare che il presidente Gigi Suardi lo aveva detto ai presidenti riuniti per un infuocato sorteggio: «Le polemiche? Inutili, tanto vinco io»...

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