Addio a Cesari noto ortopedico e esperto d'arte
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Mario Cesari in un’immagine di qualche anno fa3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Tutte le domeniche andava in ospedale per visitare i pazienti operati. A un primario non competeva il lavoro nel giorno festivo. Ma Mario Cesari era così, sensibile e generoso. E in lui il tratto umano prevaleva su tutti gli altri. Si è spento ieri mattina a 84 anni. Il noto chirurgo livornese è morto alle 8.30 all'ospedale di Cisanello, dove era ricoverato per una serie di complicazioni in seguito a un intervento. Se n'è andato circondato dall'affetto dei cari e dei numerosi amici e colleghi che non lo hanno mai dimenticato. Nato in Svizzera a Chiasso, Cesari si era subito trasferito in città dove era molto conosciuto. Allievo del professor Mario Paltrinieri, la figura di Cesari è stata una delle più importanti della medicina livornese. Si era laureato all'università di Pisa nel '52 e poi si era specializzato in ortopedia, traumatologia, pediatria e fisiochinesiterapia. Studiava e faceva molta ricerca tanto che aveva pubblicato oltre 50 articoli scientifici. Ricco il suo curriculum. Per dieci anni Cesari ha lavorato alla clinica ortopedica pisana per poi diventare primario della seconda divisione di ortopedia e traumatologia a Calambrone nel 1967, incarico mantenuto fino al '93. Nel corso della carriera, Cesari ha alternato la professione medica all'ospedale con quella di docente universitario a Pisa, facendo della sua attività una missione. «Metteva in famiglia la stessa umanità che aveva nl lavoro - ricorda la figlia Paola - Era un uomo sensibile e molto portato verso il prossimo». Grande l'affetto da cui il chirurgo era circondato. «Nostro padre non era solo un grande chirurgo, ma anche un grande padre e marito - aggiungono Paola e suo fratello Giannantonio - Dicevano di lui: o ti operi a Livorno, oppure vai dal Cesari a Calambrone». I figli ricordano sempre con enorme piacere quella volta in cui Paltrinieri definì il loro babbo una persona «colta, capace, uno studioso, e un lavoratore onesto e coscienzioso». In pensione dal '93, Cesari era anche un grande appassionato d'arte. In particolare, amava quella dell'Ottocento e quella moderna, tanto che scriveva sul bollettino del Rotary club, di cui era membro da una ventina d'anni. Cesari viveva in via Calzabigi 4 con la moglie Maria Giuliana, compagnia di una vita, con la quale era sposato da 54 anni. Lascia nel dolore anche i due figli, Giannantonio, presidente di Confcommercio, Paola insegnante di lettere alla scuola Maria Ausiliatrice, il nipote, la nuora e il genero. Oggi alle 15 sarà allestita la camera ardente nella sala del commiato dei cimiteri della Misericordia e domani alle 10,30, alla chiesa dei Salesiani, saranno celebrati i funerali. Tanbti i ricordi dei cittadini per Cesari tra cui quello di Beppino Mancini, titolare del ristorante la Barcarola.
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