Gioco
Pronto lo statuto, via agli accorpamenti
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L’assessore Claudio RitorniLe cantine diventano associazioni: entro il 10 luglio la svolta del remo
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LIVORNO. È stato approvato due giorni fa dal Comitato per le attività remiere ed entro il 10 luglio, come annunciato ieri dall'assessore allo sport Claudio Ritorni, dovrà essere firmato dai presidenti delle diverse sezioni nautiche. È il tanto discusso e atteso statuto che nelle intenzioni dell'amministrazione comunale e degli addetti ai lavori dovrebbe rivoluzionare - o meglio rinvigorire - il mondo del remo. A cosa serve? «Soprattutto a fare il modo - ripete Ritorni - che le cantine riallaccino un legame stretto con i rioni che rappresentano». In sostanza attrarre i residenti, riportare pubblico vivace e affezionato alle gare, creare quel clima di complicità, partecipazione e sostegno (perché anche quello dei finanziamenti è un capitolo delicatissimo) che una volta accompagnava le sfide in mare e che negli ultimi anni è andato affievolendosi. Attraverso il nuovo statuto appena passato dal Car, si definisce il passaggio da sezioni nautiche ad associazioni, con un numero minimo di soci che, stando alle prime indiscrezioni, dovrebbe aggirarsi intorno alle cinquanta unità. Le associazioni dovranno darsi un'organizzazione interna ben precisa, tenere d'occhio i bilanci. Il documento sarà presentato ai presidenti per la firma entro il 10 luglio. Non si parla, in questa fase, di accorpamenti (prima della frenata dovuta soprattutto alla protesta degli atleti l'amministrazione aveva proposto di passare da 16 a 8 rioni). Ma è chiaro che, con la trasformazione in associazioni, le cantine scriveranno da subito il loro futuro. E, c'è da immaginarselo, non senza polemiche. «Rinnovare oggi è una necessità - inteviene l'assessore - il percorso è stato e sarà lungo, fatto di schermaglie e grandi momenti di conflittualità». Come la polemica con i vogatori per l'età di coloro che dovranno rappresentarli all'interno del Car: «Ma non è questo il cuore del problema. Dobbiamo capire come accompagnare un necessario adeguamento tecnico-organizzativo delle cantine alla tradizione della città: dobbiamo lavorare su un doppio binario e superare il conservatorismo di questo mondo se vogliamo salvarlo». Ritorni aggiunge che «abbiamo bisogno di dare una nuova veste organizzativa al sistema», accennando che «oggi c'è un comitato organizzatore per ogni gara e quello della Barontini è sicuramente sottoutilizzato. Nel rispetto delle autonomie, ci sarà da fare il punto...». «Dobbiamo lavorare insieme - ripete - senza lasciare nessuno per strada». Ma intanto i vogatori, che hanno raccolto 2mila firme contro gli accorpamenti, non sono ancora rappresentati nel Car come promesso. «Procedere in questo modo - dice Ritorni - ci ha permesso di scoprire realtà come il Fabbricotti che si danno un gran da fare nonostante l'assenza della dirigenza. Convincere il Car ad aprire le porte ai vogatori è stato difficilissimo per la stessa opposizione di molti presidenti. Siamo arrivati a un accordo, ma ho chiesto di puntare sui giovani. Chi ha più di 30 anni dovrebbe iniziare a sostituire la dirigenza che sta invecchiando». «Quelle 2mila firme - chiude Massimiliano Talini - ci dicono che c'è un bel movimento da intercettare. Ma prima dobbiamo avere ben chiaro dove vogliamo andare, dotandoci di una nuova struttura». J.G.
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