Il Tirreno

Livorno

Mau, la sua tavola accanto alla bara

In centinaia alla chiesa di Coteto per l'addio al surfista morto in mare

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. C'erano tutti, familiari, amici, compagni di scuola della figlioletta, per dare l'estremo saluto a Maurizio Vestri, il surfista ucciso a 53 anni da un malore giovedì mentre era in mare col suo kite ai Tre Ponti. Una cerimonia, quella celebrata ieri pomeriggio dal parroco di Coteto don Luciano Musi nella chiesa di S. Giovanni Bosco, segnata da un'intensa e sincera commozione.  Il sagrato della chiesa di via Toscana era affollato ben prima dell'arrivo della salma. Tra le persone in attesa, spiccavano i bambini della 1ªG della media Bartolena, i compagni di classe di Lucrezia, la figlia dodicenne di Maurizio, che insieme alle mamme e alle maestre si sono voluti stringere alla loro amica. Poi le persone sono diventate folla, con le figure dei surfisti e dei velisti che spiccavano tra i familiari e soprattutto i tantissimi amici che si erano radunati in via Toscana per l'addio a Maurizio.  Alle 15,15 è arrivata la salma, sull'autofunebre della Svs scortata dai vigili urbani. La bara chiara, coperta di fiori, rose, gladioli ma anche bellissime margherite, con il nastro che diceva "Ciao Mau", è stata salutata da un applauso, intenso e prolungato, quando è stata portata in chiesa. La bara è stata sistemata davanti all'altare, con i simboli della passione di Maurizio per il mare: la sua tavola da surf, la bandiera del Circolo Nautico, per i cui colori Maurizio ha conquistato vittorie prestigiose nelle gare veliche, la sua foto con il kite, sistemata dalla moglie Fiorella. La moglie ha preso posto sulla prima panca, stretta accanto alla figlioletta Lucrezia, ad Angela, la mamma di Maurizio, al fratello Andrea e la cognata Lara. I familiari, pur straziati dal dolore, sono rimasti comunque composti, spesso stretti un abbraccio che li univa davanti al loro Maurizio.  Don Luciano ha avuto parole forti, nel ricordare che difronte a certi avvenimenti la forza dell'uomo viene meno, e che anche per un sacerdote come lui, che ha dovuto celebrare ancora una volta l'estremo saluto ad una persona ancora nel fiore degli anni, diventa difficile trovare risposte umane a questo dolore. «L'unica risposta è nella fede cristiana - ha sottolineato il parroco - nella certezza che Maurizio ora è nella luce del Signore».  Poi don Musi ha letto un brano, rivolgendosi direttamente a Fiorella, come se lo avesse scritto Maurizio: «Se mi ami, Fiorella, non piangere, io sono in cielo, nell'incanto del volto di Dio, e alla fine ci incontreremo di nuovo».  Alla fine la salma è stata portata fuori a spalla, da surfisti e velisti, salutata da un altro lungo applauso, mentre Fiorella ringraziava chi le si era stretto accanto: «Ogni lacrima che vedo, ogni abbraccio che ricevo mi tolgono una delle mille spine che ho nel cuore». Intanto, fuori, la madre di Mau, abbracciava la sua tavola, come se fosse suo figlio. La bara è stata infine portata al cimitero dei Lupi dove si è svolta la cremazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web