Il Tirreno

Livorno

Una preghiera Maori per "Mau"

Valeria Cappelletti
Un gruppo di surfisti rende l’estremo omaggio all’amico morto
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Un gruppo di surfisti rende l’estremo omaggio all’amico morto

Una preghiera maori insieme a un rito che arriva dalle terre hawaiane ha accompagnato nel mare davanti alla spiaggia labronica dei Tre Ponti il ricordo di Maurizio Vestri, il surfista livornese che giovedì è stato stroncato a 53 anni da un malore mentre era in acqua.

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LIVORNO. Una preghiera maori insieme a un rito che arriva dalle terre hawaiane ha accompagnato nel mare davanti alla spiaggia labronica dei Tre Ponti il ricordo di Maurizio Vestri, il surfista livornese che giovedì è stato stroncato a 53 anni da un malore mentre era in acqua. L'hanno ricordato proprio lì, nel "suo" mare: quasi un paradiso per chi arriva da mezza Toscana a volare sulle onde. E' stata una celebrazione di origini antiche, che nel novembre scorso era stata utilizzata alle Hawaii per ricordare il campionissimo trentaduenne Andy Irons, morto in maniera tragica.
Così, al calare del sole, gli amici più stretti di Maurizio - ma anche chi lo conosceva da poco - hanno voluto rendere omaggio al loro grande campione: campione non solo di kite-surf (era una figura di riferimento per il mondo dei surfisti toscani) ma anche di allegria e, al tempo stesso, di serietà. In una parola: di umanità.
Maurizio Vestri amava il kitesurf, lo skate, faceva spinbike: un atleta a tutto tondo. La scomparsa ha colto di sorpresa tutti coloro che lo conoscevano. Gli amici sono arrivati da Pisa, Firenze, Vada: un centinaio di loro sulla spiaggia a un passo dalla Rotonda di Ardenza si sono uniti nel ricordo di questo gigante buono, marito affettuoso di Fiorella e padre di Lucrezia, 12 anni, che ha scelto di uscire in mare per prendere parte al saluto.
I "compagni di onda" di Maurizio Vestri si sono tuffati in acqua con le loro tavole: sopra ciascuna di esse una rosa, una corona, mazzi di fiori. Poi, in cerchio, le hanno gettate tra i flutti. Un lungo, lunghissimo minuto di silenzio, mentre le onde del mare sbattevano con suono regolare sulla spiaggia e il sole filtrava i suoi raggi attraverso le nuvole che minacciavano pioggia. A sciogliere poi la tensione l'interminabile applauso dalla riva: un abbraccio forte forte a "Mau" da parte dei tanti che assistevano al rito dalla spiaggia mentre occhiali scuri nascondevano le lacrime.
Il ritorno sulla spiaggia accompagnato dall'urlo liberatorio: "Eccolo! Eccolo!". Lo stesso urlo che Maurizio faceva quando sopraggiungeva il vento e lui poteva gettarsi tra le onde del mare. Un saluto gioviale, lo stesso di quando si accoglie un amico. E il vento giovedì c'era, era forte e anche il mare, un mare che lui sapeva domare e che amava tanto al punto da andare in spiaggia alle 5.30 del mattino e attendere il vento per sfrecciare con la sua vela azzurra.
Intanto, la "tribù" delle onde affolla di ricordi il sito web del Tirreno. Come, ad esempio, Tommaso Bladerunner: «Ciao grande kiter, che tu possa surfare tutte le nuvole nell'immenso cielo». Come Leandro Zanier: «Con il suo kyte volteggiava sicuro ed eccitato come sempre, ha abbracciato il mare per l'ultima volta ai Tre Ponti, un luogo che lo ricorderà sempre».

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di Redazione web