Il Tirreno

Livorno

Una folla di amici lo ricordano in cerchio nell’acqua (con una rosa e una preghiera maori)

Un mare di fiori per Maurizio L'abbraccio del popolo delle onde

Valeria Cappelletti
Folla di amici ai Tre Ponti per salutare Maurizio Vestri
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Folla di amici ai Tre Ponti per salutare Maurizio Vestri

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 LIVORNO. L'ultimo abbraccio al loro amico Maurizio, morto giovedì scorso per un malore mentre era in acqua, gliel'hanno dato in mare, al "calasole", mentre le onde con ritmo regolare s'infrangevano sulla spiaggia dei Tre Ponti.  Un "ciao" molto particolare proprio nel luogo che Maurizio Vestri prediligeva. E' così che la grande famiglia dei surfisti ha voluto salutare Maurizio Vestri: con un rito antico, che giunge da lontano, dalle Hawaii e che ricalca la celebrazione avvenuta nel novembre scorso in memoria di Andy Irons, superstar trentaduenne per tre volte campione del mondo e morto in maniera tragica.  Come vuole il rito, i compagni di onda del cinquantatreenne si sono tuffati in mare con le loro tavole: sopra rose e fiori. Poi, in cerchio, le hanno gettate tra i flutti, mentre un fumogeno colorava l'aria di rosso. Sulla spiaggia, ad attendere il loro ritorno, altri amici e tanta gente comune che ha accompagnato il saluto con gli applausi. Occhi lucidi, occhiali scuri a nascondere le lacrime, in tanti si sono commossi. Tra la folla anche la moglie Fiorella stretta tra gli amici e la figlia Lucrezia che ha scelto di uscire in mare con gli altri.  Una preghiera maori, recitata in onore di Maurizio. E poi: "Eccolo! Eccolo!". Era l'urlo Maurizio ripeteva spesso prima di gettarsi tra le onde con il suo kitesurf. Un urlo particolare, il suo modo di salutare l'arrivo del vento, un saluto gioviale come si accoglie un vero amico.  E su quella spiaggia, Maurizio ha potuto vedere tanti amici. Per la prima volta, uniti insieme, gli amanti del surf e quelli del windsurf, tra cui spesso c'era rivalità. «Mi dispiace solo che ci sia voluto un evento così - ha detto David Gabriellini, responsabile dell'Associazione Sportiva Windsurf Livorno - per unirci tutti insieme. Un incontro che ci impegniamo a ripetere ogni anno in onore di Maurizio per ricordarlo».  Gli aneddoti sono tanti, l'uno tira l'altro in mezzo all'album degli amarcord da sfogliare con le lacrime agli occhi. «Diceva sempre che non dovevamo andare ai Tre Ponti - racconta Gabriellini - perché quella era la zona per il windsurf e poi, puntualmente, lo trovavamo qui». Estate o inverno non faceva differenza, quando poteva Maurizio andava in acqua e si riconosceva dalla vela azzurra che sfrecciava in mare e dall'inconfondibile furgone parcheggiato lungo la strada. C'era chi lo aveva visto alle 5.30 di mattina davanti ai Tre Ponti: con l'attrezzatura pronta, in attesa solo che si alzasse il vento amico dei sogni di chiunque voglia volare sulle onde.

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di Redazione web