Sicurezza
LA CERIMONIA
Cristiana Grasso
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LIVORNO. Proprio perché è un gigante ironico e arguto che ne ha viste di tutti i colori, girando il mondo e raccontando grandi e piccole storie per oltre mezzo secolo, può piangere senza nemmeno provare a nascondersi. E del resto come si fa a non piangere quando una città intera ti abbraccia, ti coccola, ti testimonia un affetto grande e una stima infinita? Aldo Santini, classe 1922, l'aveva messo in conto di commuoversi almeno un po' già mentre a casa, nella sua bella casa di via Marradi, piena di libri e ricordi, si preparava per la cerimonia. Elegante come al solito, scanzonato come al solito, ma anche emozionato. Emozione che sale nella sala consiliare del Comune dove, per assistere alla consegna della Livornina d'oro, massima onorificenza riservata ai cittadini più illustri, arriva così tanta gente che rimangono solo posti in piedi. Pubblico eccellente, amici, ma anche suoi ammiratori, lettori dei suoi libri, dei suoi articoli, dei suoi reportage. «Non so se merito davvero la Livornina d'Oro. Ma intanto me la prendo» scherzerà, a consegna avvenuta, tanto per sdrammatizzare, il grande Aldo. Ma il fazzoletto bianco è sempre stretto in una mano, mentre con l'altra scrive la sua dedica al tempo stesso solenne e spiritosa sul librone rilegato che raccoglie i saluti importanti. Di "affetto istintivo" nei confronti di questo personaggio che così bene ha saputo guardare dentro la sua città, amandola eppure criticandola anche senza pietà, lasciandola spesso eppure mai abbandonandola, parla il sindaco Alessandro Cosimi aprendo la cerimonia.
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