Un incidente sul lavoro allOrlando
Perizia accusa le ditte per l'operaio morto
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Il perito ricostruisce lincidente 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il 19 settembre del 2000 un operaio napoletano di 36 anni, Luigi Pagliuso, perse la vita in un incidente mentre lavorava all'allora cantiere navale Orlando. Pagliuso precipitò da una trentina di metri mentre si spostava da un cestello elevatore al ponte numero sette della "Mega Express II", una nave che sarebbe stata varata pochi giorni dopo. Sul fatto c'è stata un'inchiesta penale conclusa con l'assoluzione dei preposti della sicurezza del Cnlo e della ditta appaltatrice Envia, per la quale lavorava Pagliuso. Ma i familiari della vittima non si sono dati per vinti, non accettando che per questo episodio non ci fossero responsabili. Per questo i genitori ed i fratelli di Luigi Pagliuso si sono rivolti agli avvocati Marco Guercio e Monica Esposito e hanno intentato causa civile alle aziende coinvolte. E nel procedimento è stata depositata ieri una una perizia tecnica dell'ingegner Luigi Rossi di Piombino che ricostruisce la dinamica dell'incidente, e soprattutto smentisce che la vittima fosse caduta scavalcando un corrimano mentre passava dal cestello basculante al ponte della nave. In particolare si è considerato anche il fatto che, in vista del varo, erano stati tolti due manicorrenti che bloccavano la parte bassa dell'accesso per far passare una cima utilizzata per il varo, ed il perito ha concluso che l'operaio passò sotto il corrimano per spostarsi sulla nave, e che quindi le aziende sono da considerarsi responsabili della sua morte e quindi tenute a risarcire i familiari.
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