Il Tirreno

Livorno

La super gasiera qui dopo l'estate

L’assessore Nicola Nista (a sinistra) e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà
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L’assessore Nicola Nista (a sinistra) e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà

L'assessore Nicola Nista: «Il rischio terrorismo? È un falso problema»

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 LIVORNO. «Entro la fine di quest'anno la nave gasiera di Olt raggiungerà la costa». La conferma arriva dall'assessore all'ambiente e all'energia della Provincia, Nicola Nista (Pd), che taglia corto sulle polemiche sollevate da alcuni colleghi di Sel e Idv, da sempre critici nei confronti della messa in funzione dell'impianto. «Quello di Olt - interviene - è un progetto approvato, si può andare solo a dritto. Non vedo di cosa si debba ancora discutere...». «Stando a quanto riferito dalla società - continua - la nave arriverà in autunno o comunque entro la fine dell'anno. Quello che faremo è assicurarci che siano rispettate tutte le indicazioni arrivate dalla Commissione internazionale di esperti nominata dalla Regione».  Tra i dodici punti critici evidenziati dalla Commissione c'è l'assenza di uno studio approfondito sugli attacchi terroristici. E oggi, anche se in pochi sembrano accorgersene, il nostro è tutti gli effetti un paese in guerra. Avete sollecitato studi ulteriori?  «Mi sembra un falso problema. Le gasiere che entrano ogni giorno in porto sono altrettanto pericolose, se non di più. Non dimentichiamoci che la nave sarà ancorata a 12 miglia dalla costa».  In maggioranza, sulle politiche ambientali, ci sono parecchi mal di pancia. Diciamo pure differenze di vedute. I rappresentanti di Idv hanno detto al presidente Kutufà di essere disposti a rinunciare a un assessore (reclamato da Sel), ma di volere la delega all'energia. Ovvero la sua...  «Domandare è lecito...»  E rispondere è cortesia: lei cosa ha detto a Kutufà?  «Questa è una faccenda che compete al presidente. È chiaro che io non voglio lasciare questa delega, ci tengo in modo particolare, è un anno che lavoro al nuovo piano energetico e dei rifiuti. Non è stato facile mettere intorno a un tavolo tutti i soggetti interessati (associazioni di categoria, Comuni) per cercare una strada condivisa su temi che sono delicatissimi».  Partiamo dalla discarica del Limoncino. Alcuni mesi fa il consiglio provinciale ha votato un documento per chiedere: 1) di fare nuove verifiche tecniche, in particolare uno stress test; 2) di trattare con la proprietà per ridurre la lista di codici di rifiuti ammessi nel sito. È vero che lo stress test non si farà più?  «Lo stress test si farà, affideremo l'incarico entro una quindicina di giorni. Il punto è che non affideremo più lo studio al Cnr di Pisa, perché i consulenti nominati dalla Procura nell'ambito dell'indagine aperta sulla discarica sono proprio del Cnr. Abbiamo deciso di rivolgerci a un'altra Università, con ogni probabilità quella di Firenze».  E le trattative con Bellebarba a che punto sono?  «Da parte dei privati c'è la disponibilità a fare un ragionamento per ridurre quella lista, grossomodo del 40 per cento. È chiaro che anche i rappresentanti della società vogliono prima capire come andrà a finire l'indagine, senza contare che i codici di cui stiamo parlando dipendono dal mercato. Ci sono di mezzo contratti, richieste delle aziende, definire nel dettaglio cosa togliere molto prima dell'entrata in funzione dell'impianto non sarà semplice».  Non pensa che la gestione di questa vicenda abbia creato un precedente pericoloso nei rapporti con le aziende? Prima l'autorizzazione, poi il dossier-denuncia della commissione ambiente e la corsa in Procura del presidente. Anche Confindustria ha fatto la voce grossa...  «La Provincia ha dato un'autorizzazione e non ha prodotto più alcun atto. Non ci sono stati ripensamenti, fermo restando il rapporto con il consiglio provinciale e il rispetto delle indicazioni che ci sono arrivate con la mozione di cui parlavamo».  Quindi continua a pensare che il sito del monte La Poggia sia adatto al conferimento di rifiuti speciali?  «Finché qualcuno non mi dimostra il contrario per me è idoneo».  È vero che anche Aamps e altri privati hanno messo l'occhio sulla discarica?  «Di ipotesi ce ne sono tante, sta ai proprietari valutarle».  Nel documento appena siglato dai segretari di maggioranza si parla anche di nuove sistemazioni per i rifiuti speciali, non solo inerti. State pensando a un'altra discarica?  «Trovare siti vergini, alla luce di quello che è successo al Limoncino, potrebbe essere un problema. Meglio scavare le vecchie discariche».  Vallin dell'Aquila?  «Anche. È una delle ipotesi del nuovo piano dei rifiuti speciali della Provincia, che abbiamo appena iniziato a discutere con tutti i soggetti del territorio».  Ma i costi non sarebbero improponibili?  «Faremo un approfondimento tecnico ed economico. Sono convinto che valga la pena discuterne: potremmo recuperare materiali da differenziare e volumi per conferimenti».  E le ex cave?  «Restano in corsa per il conferimento degli inerti, ovvero terra e rocce di cantiere. Almeno questo è l'impegno che l'amministrazione ha preso con questo consiglio».  Cos'è e a che punto è il piano energetico provinciale?  «Stiamo discutendo i lineamenti, tra due mesi partiremo con il piano. L'obiettivo è raggiungere gli obiettivi fissati dal Protocollo di Chioto. Soprattutto investendo sulle energie rinnovabili».  In che modo?  «In piedi ci sono tre progetti per installare impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici e privati (sia attraverso "Eternit Free" che con i «gruppi di acquisto solare", descritti nell'articolo in basso)».  Ma intanto in porto arrivano due centrali a biomasse  «Forse. Il mercato dell'olio vegetale cresce insieme a quello del petrolio. Ho l'impressione che rispetto all'ultimo piano finanziario presentato dai privati che hanno ottenuto le autorizzazioni (su incentivo del governo) il quadro sia cambiato e i costi lievitati. Vedremo...» J.G.  PIANO DEI RIFIUTI L'assessore Nista dice no all'apertura di nuovi sit per il conferimento dei rifiuti speciali: «Meglio scavare le vecchie discariche, come Vallin Dell'Aquila»

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di Redazione web