Gioco
Giannini: «Paura di essere invisibili»
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LIVORNO. «I ragazzi hanno paura di essere invisibili in questa società dove esisto se ho la merce». Lamberto Giannini, pedagogista e insegnante di storia e filofia al liceo, fa due premesse: 1) stiamo parlando di uno spaccato, non guardiamo i giovani come se fossero solo questo; 2) il fenomeno esiste, ed è trasversale, interclassista. «Il sistema in cui viviamo - interviene - ci porta a volere tutto. Magari i 50 euro in tasca ci sono, ma il ragionamento che scatta è: se posso avere tre magliette gratis e usare quei soldi per andare a cena fuori il sabato sera, perché non provarci?». Secondo Giannini, al di là di chi entra nel gioco «gratis è bello e adrenalinico», il vero problema è la «crisi economica, che non è solo crisi di portafoglio, ma anche crisi di certezze e valori». «Tutto questo - chiude - ci deve spingere a investire di più in cultura, evitando strumenti repressivi, che non risolvono niente. I genitori, spesso, si sentono (e di fatto sono) impotenti nella fase adolescenziale se non hanno lavorato bene prima, quando i ragazzi sono ancora bambini. Anch'io sono genitore e so che non è facile: bisognerebbe lavorare anche sull'educazione alla funzione genitoriale».
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