Sicurezza
De Tomaso, nuove speranze
Pressing sull'Inps perchè anticipi i soldi. Rossignolo: io non mollo
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Dalla disperazione alla speranza. Un'altalena di emozioni per i 1100 dipendenti della De Tomaso, fra i quali vi sono 150 ex lavoratori della Delphi. Martedì sera, con l'aggressione degli operai torinesi a Gianmario Rossignolo, la situazione era molto complicata. Ieri mattina, però, potrebbe essersi sbloccata. Il governatore della Regione Piemonte, Roberto Cota, si è personalmente preso l'impegno di convincere l'Inps ad anticipare i soldi della "cassa integrazione". Questo consentirebbe alla De Tomaso di dirottare le proprie risorse sulle fideiussioni da accendere per ottenere lo sblocco del 19,2 milioni di finanziamenti pubblici. E con i soldi, si potrebbero far partire i corsi di formazione. "Il governatore Cota ci ha garantito che la Regione sta lavorando per risolvere il problema della cassa. Ci aspettiamo novità nelle prossime ore" ha detto il segretario della Fiom Cgil Federico Bellomo. Nel primo pomeriggio, i sindacalisti livornesi si sono collegati in "call conference" con Torino, ottenendo delucidazioni sulla situazione e sulle prospettive. Rossignolo è apparso loro «motivato» e «determinato ad andare avanti per la propria strada». Nella conferenza stampa che ha tenuto ieri pomeriggio a Torino, Gianmario Rossignolo non ha potuto trattenere l'amarezza per l'aggressione subita («un calcio e una bottigliata alla spalla») ma ha detto anche di essere «fiducioso che la situazione si possa risolvere». Ci sono ancora due nodi, ha spiegato: il primo riguarda la fideiussione - penalizzata secondo Rossignolo dai rumors negativi attorno all'azienda e al clima di conflittualità - per ottenere i 20 milioni della Ue per i corsi di formazione: costa sostanziamente 5 milioni di euro, e Rossignolo si è detto convinto che il sistema istituzionale possa trovare una soluzione per garantire la società: «Sono disposto ad accollarmi il costo della polizza, ma occorre trovare un'intesa in cui le parti pubbliche si facciano garanti». Il secondo nodo riguarda quello degli anticipi della cassa integrazione ordinaria: «Non sta scritto da nessuna parte che li debba fare io» ha detto l'imprenditore, confermando che l'azienda è a corto di liquidità dopo aver investito circa 30 milioni nel progetto, soprattutto nello sviluppo della nuova luxury car. Se si risolveranno questi problemi, la produzione della nuova monoscocca potrà essere avviata, anche se non prima di gennaio. «Abbiamo assolutamente intenzione di andare avanti nel nostro progetto - ha detto Gianluca Rossignolo - è tuttavia necessario un rapporto collaborativo da parte di tutti gli attori in causa. Siamo convinti di continuare il progetto a Torino se ne sussistono le condizioni, in caso contrario andremo avanti laddove ci saranno i presupposti idonei per portarlo a termine. Livorno, con il suo ambiente collaborativo e responsabile, resta un caposaldo di tutto il progetto. A Livorno De Tomaso continuerà ad operare sulla strada segnata da una fattiva collaborazione con tutte le parti coinvolte».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google