Il Tirreno

Livorno

INVESTIMENTO MORTALE

Il pm chiede un anno e 4 mesi

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 LIVORNO. L'accusa ha chiesto la condanna dell'imputato, ma solo per omicidio colposo, chiedendo invece l'assoluzione per le accuse di guida sotto effetto di droga e omissione di soccorso. Ecco le conclusioni del pm Antonella Tenerani, al processo contro Karim Franza, imputato per l'incidente nel quale rimase ucciso, la sera del 20 novembre 2006, Zine Abdel Mountaleb, un algerino di 37 anni che attraversava viale Boccaccio e venne investito dalla Jeep Cherokee di Franza.  Ieri davanti al giudice Antonio Del Forno, la difesa, affidata agli avvocati Aldo Lo Piano e Dario Spizzamiglio, ha fatto testimoniare il dottor Marcello Ermini, che ha spiegato che la presenza di metaboliti di cannabinoidi nelle orine di Franza dopo l'incidente poteva risalire anche a 15 giorni prima, e quindi non si poteva certo dire che stesse guidando sotto l'influsso della droga.  L'avvocato Lo Piano ha poi prodotto un filmato, reperito solo il giorno prima su un sito di questioni legali, dell'impatto di un'auto con un pedone (in questo caso un manichino), alle velocità di 30 e 60 km orari, dal quale si vede, alla velocità più bassa, una parabola simile a quella del corpo dell'agerino dopo l'investimento.  Alla fine l'accusa chiesto la condanna di Franza per il solo investimento, ritenendo che sia comunque responsabile, a 1 anno e 4 mesi. La parte civile, con l'avvocato Barbara Luiceri che patrocina la convivente di Mountaleb, Juna Monaco, si è associata alla richiesta chiedendo la provisionale di 100mila euro. Il processo è stato aggiornato al 27 luglio.

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