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Livorno

CASO BANDITELLA

Amadio attacca Salonia: «Scorretta io? E' lui che scansa il confronto»

Fe.Bo.
Marcella Amadio (Pdl)
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Marcella Amadio (Pdl)

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 LIVORNO. «Inopportuno utilizzo e divulgazione di notizie ottenute in veste di consigliere»: è l'accusa che pende sulla testa della comunale della capogruppo del Pdl Marcella Amadio. Di questo si è parlato nella seduta della prima commissione consiliare. Un fatto che risale al dicembre scorso quando, spiega Amadio, «ho fornito alcuni documenti ai coniugi Labellarte riguardanti i campi da tennis nelle aree di Banditella». La moglie di Vincenzo Labellarte è la rappresentante legale della Polisportiva Ardenza che operava su quegli spazi, secondo il Comune, in maniera abusiva.  Marco Cannito, presidente della commissione, si è limitato a comunicare ai consiglieri lo scambio di comunicazioni scritte fra la consigliera Amadio e il segretario generale del Comune Antonio Salonia, che aveva invitato la consigliera a non ripetere un comportamento simile. Convocato più volte in audizione, Salonia non ha però partecipato a nessuna commissione sul tema. Neppure ieri. «E' chiaro - prende la parola Amadio - che il segretario non vuole confrontarsi sulla questione».  Ma andiamo ai fatti, almeno per come li ricostruisce l'esponente di centrodestra. «E' vero - racconta Amadio - sono stata io a fornire la documentazione ai coniugi Labellarte, ma non ho violato nessuna norma del regolamento. Anzi, se c'è qualcuno che ha avuto un atteggiamento sbagliatissimo è proprio Salonia». Attraverso una lettera il segretario generale ha ammonito la consigliera accusandola di aver «favorito questioni private di un singolo cittadino (...) in favore di un interesse strettamente individuale».  Amadio però non ci sta e contrattacca: «Il regolamento prevede la possibilità che un consigliere incarichi un comune cittadino, che abbia compiuto 14 anni, a ritirare dei documenti per suo conto. Vorrei sapere: dove sta il favoritismo nel mio atteggiamento?», «Non solo - aggiunge Amadio - l'articolo 84 dello Statuto prevede che il diritto di accesso può essere limitato solo per esigenze di tutela e riservatezza delle persone. Quei documenti riguardavano proprio la famiglia Labellarte. E quindi dove sta la violazione della privacy? Il segretario generale è da censurare e dovrebbe dimettersi».

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