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Livorno

Scandalo Poste, la gente chiama il 113

Scandalo Poste, la gente chiama il 113

Da sei giorni cittadini abbandonati, gli uffici mantengono gli orari di sempre

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 LIVORNO. Odissea senza fine. Un'altra giornata di caos alle Poste. I cittadini speravano che i disagi fossero terminati, speravano di poter riscuotere la pensione o pagare una bolletta senza dover aspettare per ore davanti agli sportelli. Si sbagliavano. Perché ieri negli uffici postali della città è stata un'altra giornata fatta di disservizi e disagi. Persone incolonnate per ore. E terminali ancora in tilt. Un disastro totale. Con i cittadini su tutte le furie. Tanto che a polizia e carabinieri sono arrivate un centinaio di telefonate di persone che chiedevano un intervento per risolvere il disservizio.  Dalla sede centrale di via Cairoli, all'ufficio di piazza Dante, passando per gli sportelli sul lungomare (davanti agli Acquaviva) a quelli in corso Mazzini e in via Marradi: ovunque è andato in scena lo stesso copione. I sistemi informatici andavano a singhiozzo, gli addetti agli sportelli erano mortificati, ma non potevano fare altro che attendere che i computer riprendessero a funzionare. Intanto davanti a loro si sono formate lunghe code di persone, che sono rimaste ore e ore in attesa. Qualcuno è riuscito a resistere, aspettando con pazienza il proprio turno. Altri non ce l'hannno fatta. Dopo due ore e mezzo di coda e i computer che ancora non davano segni di vita se ne sono andati. «Altro che spazzatura a Napoli», ironizza una signora mentre lascia le poste di via Marradi scuotendo la testa. Quel che più ha fatto inalberare i cittadini è che il disservizio va avanti quasi da una settimana. Anche oggi non sono state annunciarte aperture straordinarie degli uffici per smaltire gli arretrati.  I primi disagi negli uffici postali ci sono stati sei giorni fa. Mercoledì scorso, il primo giugno, molti degli sportelli hanno cominciato a bloccarsi. È stato un disastro. Gli anziani accorsi alla posta per riscuotere la pensione sono dovuti tornare a casa senza aver incassato quei soldi che molto spesso sono indispensabili per la loro sopravvivenza.  Caos anche per il pagamento dei bollettini. Tanto che i cittadini chiedevano chiarimenti per sapere se l'eventuale mora dovuta al ritardo sarebbe stata addebitata a loro o alle poste.(a.c.) ALTRO SERVIZIO A PAG. 11

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