Il Tirreno

Livorno

Il vescovo fa la rivoluzione-bis

Il vescovo fa la rivoluzione-bis

Chiese aggregate, nascono tre super-parrocchie. Tutti i preti che cambiano sede

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LIVORNO. Il vescovo Simone Giusti torna a riorganizzare la rete ecclesiale, a distanza di tre anni dalla rivoluzione all'ombra dei campanili che aveva coinvolto un buon 30% di preti e parrocchie. Stavolta lo scossone riguarda una percentuale più piccola, però la modifica è rilevante visto che a colpi di aggregazioni crea tre super-parrocchie.

Finora è pienamente in funzione solo quella dei "Tre Arcangeli" nelle nuove periferie (Leccia, Scopaia, Collinaia, Salviano). Ancora in sperimentazione il raggruppamento che riorganizza sotto un unico parroco i quartieri nord (Shangai, Corea, Sorgenti). Adesso, «si avvia la sperimentazione per un anno» per altre tre: una in centro (duomo, Madonna e San Sebastiano); una in Venezia (Santa Caterina, San Ferdinando, Torretta); una chiamata San Marco (Sant'Andrea, San Giuseppe).

Il ridisegno della capillare organizzazione parrocchiale non è però l'unica novità annunciata da monsignor Giusti nell'ambito dell'assemblea diocesana che si è occupata del "progetto educativo", l'asse portante dell'impegno pastorale della Chiesa nei prossimi anni (che, dopo la discussione in seduta congiunta di consiglio presbiterale e consiglio pastorale in agenda per il 25 giugno, arriverà alla promulgazione da parte del vescovo).

L'altro tassello è relativo agli uomini. L'unità pastorale della Cattedrale è stata affidata come responsabile a mons. Paolo Razzauti con don Placido Bevinetto e padre Giovanni Battista Damioli come parroci collaboratori più mons. Giorgio Mangano e don Ivano Costa come canonici (confessore don Joseph Luzuy dei tradizionalisti dell'Istituto Cristo Re; diaconi Andrea Zargani e Paolo Bencreati). La superparrocchia di Venezia avrà come responsabile don Donato Mollica con padre Lorenzo Moretti come parroco collaboratore; vice-parroci padre Jolly Theckinen Pappachan (trinitari) e don Joseph Luzuy (Cristo Re).

E' don Edoardo Medori a guidare la superparrocchia "San Marco" (con don Mario Sorbi come parroco collaboratore, vice-parroco don Guillaume Maenenkuba, diacono Mauro Giolli). L'unità pastorale dei Tre Arcangeli resta in mano a don Raffaello Schiavone che ha al proprio fianco i vice-parroci don Claude Okondjo e padre Hilariyos D'Cunha, oltre al diacono Giovanni Visconti. A Ss. Pietro e Paolo, accanto al parroco don Jean Michael Moukouba Bamana e al diacono Riccardo Domenici, ecco come vice-parroco don Giuseppe Coperchini, una lunghissima esperienza a Torretta e poi nella pastorale a bordo delle navi.

A proposito di preti impegnati in pastorali di frontiera, c'è da dire che torna in diocesi don Luciano Cantini, ex parroco a Sant'Agostino, che era stato chiamato a Roma dalla Conferenza episcopali per la pastorale dei migranti: nelle prossime settimane verrà definito il suo incarico. Mons. Ezio Morosi, vicario generale, diventa rettore del seminario vescovile al posto di don Andrea Brutto che ha chiesto un anno sabbatico per motivi di studio.

Al Soccorso, ad aiutare don Morosi, oltre al viceparroco don Ernest Malonga, arriva come co-parroco padre Andrea Conti, ex parroco di Sant'Agostino, successivamente andato in altra città e poi tornato a Rosignano. La mossa più rilevante di Giusti nello scacchiere dei parroci è probabilmente il passaggio di don Pio Majoli da Vada a Rosignano (Santa Croce), dove lavorerà in tandem con il diacono Luigi Diddi (che resta in servizio anche a Santa Teresa).

Al posto di Majoli, i parrocchiani di Vada avranno come parroco don Janusz Wozniak (diacono Valfredo Zolesi). A don Grzegorz Baryn è stata assegnata la responsabilità di parroco a Gabbro e a Colognole, mentre don Mariusz Nowakowski avrà quella di Parrana San Martino. A Quercianella ad aiutare il parroco monsignor Pietro Basci arriverà il diacono Renato Rossi.

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di Redazione web