Il Tirreno

Livorno

Tradizionalisti in pellegrinaggio a Montenero

I fedeli in pellegrinaggio lungo la salita di Montenero
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I fedeli in pellegrinaggio lungo la salita di Montenero

Da tutta la Toscana per la messa secondo il rito in latino

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LIVORNO. Quasi 300 pellegrini, partiti da piazza delle Carrozze hanno raggiunto in processione, recitando il rosario, il santuario di Montenero, dove è stata celebrata una messa secondo il rito romano antico. E' il quarto anno consecutivo che il coordinamento dei cattolici tradizionalisti "Benedetto XVI" mette in programma il pellegrinaggio regionale toscano. La processione si è snodata lungo la salita. Ad attenderli sul sagrato, un altro centinaio di fedeli. Giunto al santuario, il gruppo composto da famiglie con bambini e da molti giovani, ha assistito alla messa solenne celebrata secondo il rito in latino, che seguendo le disposizioni ecclesiastiche concede l'indulgenza plenaria. Il rito è stato officiato da monsignor Gilles Wach, priore generale dell'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote. Era presente anche il vescovo Simone Giusti.  Il coordinamento toscano riunisce nove associazioni diffuse su tutto il territorio regionale. Eppure in molti non sanno che anche nella nostra città esistono da anni gruppi che celebrano la messa secondo il rito romano antico, ovvero la liturgia tradizionale.  Questo modo di esprimere la fede cattolica è rimasta appannaggio di una ristretta cerchia di fedeli finché il 7 luglio 2007 il Papa ha emanato il motu proprio "Summorum Pontificum" che consente a tutti i fedeli di partecipare alla messa secondo l'antica liturgia. E il vescovo Giusti ha stabilito che la celebrazione dell'antico rito in latino avvenga la chiesa di Santa Maria Assunta. Qui, nel cuore del quartiere Torretta, tutti i giorni a partire dalle 17.30, viene celebrata la messa in latino.  Proprio il vescovo, intervenuto alla fine della liturgia, ha ribadito «la centralità dell'eucarestia come momento essenziale del ben celebrare la messa». Soddisfatti della partecipazione anche gli organizzatori: «Si tratta di una forma di spiritualità, una maniera di essere cattolico che cerca di capire cosa fosse il rito della tradizione», spiega Francesco Tognelli.

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di Redazione web