Gioco
"Mai scommesso un euro in vita mia"
Alessandro Bernini
Fabio Galante replica duro alle accuse di Pirani
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MONTECATINI. Fa la spola tra casa sua, a Monsummano, e la spiaggia di Forte di Marmi. Per Fabio Galante non è stata però una domenica di completo relax. Troppo facile per chiunque associare al suo nome quel “Fabio il bello” saltato fuori nelle intercettazioni su Livorno-Ascoli.
Galante, che succede?
«Mah, mi sono ritrovato in mezzo a una storia lontana anni luce da me. L’unica cosa buona è che almeno mi hanno definito “bello”... Che poi non so neanche se “Fabio il bello” sono io. Andrebbe chiesto a questo signore».
Ma lei questo Pirani che la tira in ballo, lo conosce?
«Sì, lui è un tifoso dell’Inter e ci siamo visti di recente a San Siro dove anch’io ho molti amici. È un conoscente, ma niente di più. Figuriamoci se con lui ho mai parlato di scommesse. Dico di più: in queste ore sono stato costretto a farmi spiegare cosa significa “under” e “over” perché non ne avevo idea».
Non sapeva che Pirani era uno scommettitore?
«Neanche per sogno».
E Fabio Galante ha mai scommesso?
«Mai. Sono nel calcio da vent’anni: mai giocato un euro. In 20 anni di calcio qualcosa ho guadagnato... secondo te mi vado a sputtanare con le scommesse»?
E allora perché è finito al centro di questa intercettazione?
«Posso solo immaginare che Pirani sia un millantatore, uno che scommette e si fa grande delle sue conoscenze. Un po’ come ha fatto Paoloni con De Rossi. Spero che le indagini chiariscano tutto, anche se chi mi conosce può solo farsi una risata su questa situazione».
Pirani, tra le altre cose, dice che lei è ancora il tramite per i giocatori del Livorno.
«Altra cavolata immensa. Nel Livorno sono andati via molti degli amici che avevo, ormai non ho più neanche contatti con quello spogliatoio. Ecco perché dico che abbiamo davanti un millantatore».
Le indagini vanno avanti.
«È quello che voglio. Spero che si vada fino in fondo, per chiarire che Galante non c’entra proprio niente. Ripeto, più che altro per chi non mi conosce. Perché gli amici non hanno certo dubbi su di me».
Galante, che succede?
«Mah, mi sono ritrovato in mezzo a una storia lontana anni luce da me. L’unica cosa buona è che almeno mi hanno definito “bello”... Che poi non so neanche se “Fabio il bello” sono io. Andrebbe chiesto a questo signore».
Ma lei questo Pirani che la tira in ballo, lo conosce?
«Sì, lui è un tifoso dell’Inter e ci siamo visti di recente a San Siro dove anch’io ho molti amici. È un conoscente, ma niente di più. Figuriamoci se con lui ho mai parlato di scommesse. Dico di più: in queste ore sono stato costretto a farmi spiegare cosa significa “under” e “over” perché non ne avevo idea».
Non sapeva che Pirani era uno scommettitore?
«Neanche per sogno».
E Fabio Galante ha mai scommesso?
«Mai. Sono nel calcio da vent’anni: mai giocato un euro. In 20 anni di calcio qualcosa ho guadagnato... secondo te mi vado a sputtanare con le scommesse»?
E allora perché è finito al centro di questa intercettazione?
«Posso solo immaginare che Pirani sia un millantatore, uno che scommette e si fa grande delle sue conoscenze. Un po’ come ha fatto Paoloni con De Rossi. Spero che le indagini chiariscano tutto, anche se chi mi conosce può solo farsi una risata su questa situazione».
Pirani, tra le altre cose, dice che lei è ancora il tramite per i giocatori del Livorno.
«Altra cavolata immensa. Nel Livorno sono andati via molti degli amici che avevo, ormai non ho più neanche contatti con quello spogliatoio. Ecco perché dico che abbiamo davanti un millantatore».
Le indagini vanno avanti.
«È quello che voglio. Spero che si vada fino in fondo, per chiarire che Galante non c’entra proprio niente. Ripeto, più che altro per chi non mi conosce. Perché gli amici non hanno certo dubbi su di me».
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