Gioco
Claudia Lugheri, c'è una livornese nel team di Pisapia
Roberto Cestari
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Claudia Lugheri, con gli occhiali, accanto a Giuliano Pisapia durante un incontro elettorale 4 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. C'è anche una firma livornese nel successo di Giuliano Pisapia, il neo sindaco di Milano: è quella di Claudia Lugheri, 29 anni, organizzatrice di eventi ed esperta di marketing che da diversi anni ha lasciato Livorno per lavorare a Milano. Claudia Lugheri ha fatto parte, ovviamente a livello personale, del team che ha organizzato la campagna elettorale del candidato del centrosinistra, occupandosi in particolare dei suoi incontri con i cittadini dei diversi quartieri. Ecco la sua storia. Che studi ha svolto e quali esperienze di lavoro? «Ho frequentato il liceo scientifico socio-pedagogico "Cecioni" di Livorno, mi sono laureata all'Università di Firenze in "Organizzazione e Gestione di Imprese ed Eventi dell'arte e dello Spettacolo" e mi sono specializzata con due master, uno a Roma in "Comunicazione Marketing ed Editoria" l'altro a Milano in "Diritto Internazionale e Finanziamenti Europei". Durante gli anni dell'Università ho lavorato a Pitti Immagine e acquisito così un'ottima conoscenza dell'inglese. Una volta a Milano, ho iniziato in un prestigioso centro media, Media Village al fianco dell'amministratore delegato Mariangela Bonatto, donna a cui devo molto della mia esperienza professionale; poi in agenzie di organizzazione di eventi come il Gruppo Fma, il cui presidente Giorgio Arcangeli mi ha fatto crescere in senso commerciale. Attualmente lavoro in K-Events, società di Filmmaster Group». Quando ha lasciato Livorno per Milano? «Vivo a Milano dal 2006 perché per il mio titolo di studio, questa città ha caratteristiche e dimensioni idonee a soddisfare più facilmente le aspettative di occupazione, contrariamente a quanto accade a Livorno e dintorni. Una scelta sempre incoraggiata e sostenuta sensi dalla mia famiglia. Ahimè non è stata più di tanto dolorosa, perché motivata dall'entusiasmo ad acquisire una buona formazione, a vivere nuove esperienze per consentirmi un ingresso nel mondo del lavoro qualificato rispondente alla mia professione». Come è entrata nel team che ha organizzato la campagna elettorale di Giuliano Pisapia, e che ruolo ha avuto? «Sono stata coinvolta in questa bella esperienza da una signora milanese che frequento, che era nel comitato di quartiere a sostegno di Pisapia. Conoscendo la mia esperienza lavorativa, mi ha chiesto di mettermi a disposizione per la campagna elettorale del candidato del centrosinistra, ed ho accettato con piacere. Io ho organizzato eventi all'aperto: lo scopo era di coinvolgere ed ascoltare persone che partecipavano agli incontri con la presenza di Pisapia. E per queste occasioni ho anche fatto realizzare un depliant che è stato distribuito ai cittadini». Quali sono state le vostre scelte nella campagna elettorale? Le scelte nel mio caso sono state fatte collegialmente e scaturivano da una sintesi delle esperienze e professionalità messe a disposizione, sottolineo con entusiasmo, da ciascuno dei diversi componenti dei comitati. Per l'organizzazione degli eventi che ho realizzato avevo un budget limitato ma preciso». Pensa che ci sia stata una sua idea che abbia funzionato nel modo giusto nella campagna elettorale? «Visto il consistente e costante afflusso dei partecipanti, a volte di intere famiglie, alle iniziative che ho realizzato, ritengo che anche il modo con cui sono state concepite, abbiano contribuito ad ampliare la partecipazione, rendendo gradevole e rilassante il contatto con la persona di Giuliano Pisapia, che ha sempre scelto di stare in mezzo ai milanesi perché da loro voleva capire come dovesse cambiare Milano». Cosa ha provato quando sono arrivati i risultati del ballottaggio? «Sono stata davvero felice ed ho ripercorso in un attimo l'analisi sulle motivazioni che avevano reso possibile questo successo. Ma alla fine ritengo che tutti i meriti debbano andare proprio a Pisapia, una persona con grandi qualità che nella fase preelettorale ha dimostrato un grande coraggio e una grande umanità, capace di un contatto molto disteso e aperto con le persone e, nello stesso tempo, non troppo confidenziale, con in più un'ottima capacità oratoria. Tutto questo ha contribuito a formare l'immagine di una persona per bene, della quale il nostro Paese ha oggi particolarmente bisogno». E adesso quali sono i programmi per il futuro? C'è il rischio che un giorno possa tornare a Livorno? «Sto attualmente lavorando nell'organizzazione e gestione degli eventi con base a Milano, e per inciso dovrei organizzare anche qualche iniziativa a Livorno grazie alla preziosa collaborazione del fondatore dell'Ex Cinema Aurora, Giacomo Del Gamba. Comunque a Livorno trono appena possibile, a casa dei miei ad Antignano, davanti al mare. Al momento però non intravedo la possibilità di trovare una adeguata collocazione lavorativa a Livorno e dintorni, e questo mi dispiace molto. Auspico così che la mia città possa diventare più attiva e più aperta a recepire le novità in tempi ragionevoli, per rendere possibile, per quanto mi riguarda, se non un ritorno, almeno una sorta di collaborazione che possa mettere a disposizione di Livorno le esperienze e gli aspetti positivi acquisibili da una grande città come Milano».
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