Gioco
«Ma la legge ci consente di venire qui»
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Una curiosa immagine di un cane in chiesa: alla benedizione degli animali ad Antignano I padroni dei cani: «Il problema sono le siringhe, non le cacche»
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LIVORNO. Di fronte alla mobilitazione di genitori e nonni a difesa dei propri bambini, i padroni dei cani ribattono. La legge regionale del 2009 consente l'accesso dei cani nelle aree pubbliche purché siano a guinzaglio e i padroni dotati dei sacchettini per raccogliere le deiezioni. «Se la legge regionale lo consente e nel rispetto delle regole mi sento pienamente in diritto di poter venire a passeggiare con il mio cane in villa Fabbricotti - dice una signora - naturalmente ci vuole un po' di sano buon senso: se vi sono dei bambini piccoli o che hanno paura basta fare il giro un po' più largo. Sono queste regole ragionevoli, che dovrebbero valere per la strada, in spiaggia così come al parco». Ma se i genitori si sono addirittura organizzati in comitato con tanto di raccolta firme, i padroni dei cani hanno difeso le proprie ragioni sul web sottolineando che l'inciviltà di chi non raccoglie gli escrementi del proprio animale è pari a quella di coloro che sporcano gettando mozziconi di sigaretta, cartacce, involucri di merendine. Per non parlare dei bisogni dei bambini: «con quale nonchalance le mamme fanno fare la pipì o la cacca ai loro figli dietro ad un cespuglio, le stesse che hanno il coraggio di accusare di indecenza noi padroni dei cani». Una guerra a suon di principi che in molti cercano di smorzare. Forse la creazione all'interno della villa Fabbricotti di un recinto dove far correre liberamente il proprio animale potrebbe essere la soluzione per mettere d'accordo i genitori con coloro che vorrebbero portare Fido all'intero del parco livornese. Una polemica che va avanti a colpi di recriminazioni reciproche. Una ragazza di origini spagnole che insieme ad un'amica fa passeggiare il suo esemplare di boxer si meraviglia: «Mi sembra un'intolleranza gratuita, in tutta Europa e in molte città si stanno moltiplicando le strutture che accolgono i cani, spesso sono ammessi perfino nei ristoranti, figurarsi in un parco pubblico». E l'altra, che l'accompagna, rincara: «Le mamme dovrebbero preoccuparsi delle persone poco raccomandabili e non dei loro eventuali animali, dovrebbero temere che il figlio si punga con l'ago di una siringa e non che si sporchi le scarpine con un eventuale escremento di cane». M.C.
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