Gioco
700 no ai cani a villa Fabbricotti
Martina Corirossi
Oggi manifestazione davanti al parco: «Il divieto va ripristinato»
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LIVORNO. L'accesso dei cani nei parchi pubblici e in particolare in villa Fabbricotti ha alzato un vero e proprio polverone. Mamme e papà hanno dato vita ad un comitato per dire no all'ingresso di Fido nel parco cittadino. In poco più di tre giorni erano state raccolte ben 400 firme, che adesso sono salite a quota 700. «Abbiamo deciso di dare vita a questa iniziativa per difendere il diritto dei nostri bambini ad avere aree e spazi sicuri per giocare - spiega Fernando Tolomei, uno dei promotori del comitato "Villa Fabbricotti" - Non siamo contro i cani ma contro i loro padroni incivili e arroganti». Tra i firmatari non solo genitori ma anche qualche anziano che frequenta quotidianamente il parco. «Finora tra genitori e padroni dei cani vigeva un tacito accordo: i bambini della zona giocavano alla villa mentre i cani potevano correre liberamente nel parco della Pinetina» dice Paola Ghelli. Ma adesso, con le nuove disposizioni regionali in materia di difesa degli animali, il migliore amico dell'uomo ha invaso il territorio che un tempo era solo dei bambini, e mamme e papà protestano. Un semplice passaparola e in pochi giorni era partita la raccolta firme. Il bar di fronte all'ingresso della villa, lato viale della Libertà, si è addirittura trasformato nella roccaforte dei sostenitori del no ai cani, punto di riferimento per chiunque volesse aderire al comitato. Ma non finisce qui. Oggi una rappresentanza di genitori darà vita ad un presidio di fronte alle scuole Pilo Albertelli, in concomitanza con l'orario di uscita, per sensibilizzare l'opinione pubblica con striscioni e volantini e chiedere all'assessore Toncelli di inserire anche villa Fabbricotti nelle 21 aree di verde pubblico che resteranno off limits per i cani. L'assessore ha intanto promesso di delimitare con degli appositi cartelli l'area dedicata ai giochi. Ma i genitori non ci stanno: «In questo modo i nostri bambini sarebbero ingabbiati - ribattono - Sarebbe invece più opportuno creare una recinzione dove lasciare correre liberamente i cani, vederli girare per la villa con guinzaglio e museruola è desolante, è chiaro che specialmente gli animali di grossa taglia hanno bisogno di muoversi». E oltre a contendersi il prato, adesso la diatriba si sposta sulla fontanella dell'acqua: «un padrone lasciava che il suo animale bevesse leccando direttamente il rubinetto» racconta ancora Ghelli. «Dal problema delle cacche alla pipì, dal rischio delle malattie ai morsi, i nostri bambini non possono più giocare tranquillamente» concludono. I portavoce del comitato dopo l'incontro con il vicesindaco hanno chiesto delucidazioni agli uffici della Regione e alla Procura. Intanto, in attesa di risposte, giovedì saranno ricevuti dal difensore civico.
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