Gioco
Uffici postali in tilt, arrivano i carabinieri
Anna Cecchini
Rivolta a Stagno, in tutta la città centinaia in coda. Saltano i pagamenti delle pensioni
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LIVORNO. C'è chi non ha potuto pagare i bollettini di luce e telefono, chi si è visto negare la possibilità di spedire una raccomandata e chi non è riuscito a riscuotere la pensione. Negli uffici postali ieri è stato il caos: prima nella sede di Stagno, poi in quella di piazza Dante e di via Cairoli si sono formate code chilometriche. E alcuni dei cittadini hanno addirittura chiamato i carabinieri. Tutto va addebitto a un blocco nazionale del sistema operativo. Fatto sta che i disagi sono stati locali.
Nell'ufficio di Stagno, alle dieci e mezzo le addette agli sportelli non avevano ancora servito dieci clienti. Il problema è che di cittadini in attesa che arrivasse il proprio turno ce n'erano una cinquantina. All'inizio hanno aspettato con diligenza, anche perché sulla porta di ingresso dell'ufficio un cartello avvertiva della possibilità di rallentamenti, poi hanno chiamato i carabinieri. Stando alla ricostruzione della gente che si accalcava all'ingresso dell'ufficio postale non è la prima volta che i sistemi informatici della sede di Stagno si bloccano.
«È successo altre volte - proseguono - di essere venuti alla posta a inizio mese e che i computer non funzionassero. Bisogna trovare una soluzione». Analogo copione, con tanto di proteste e lamentele, è andato in scena poche ore dopo nelle altre sedi cittadine di Poste italiane. Lementele ci sono state anche in via Cairoli e alle poste di piazza Dante. Anche lì è stato il caos. Intorno alle 13.30 i terminali sono andati in blocco e nessuno dei cittadini in coda ha potuto effettuare operazioni. Niente ritiro delle pensioni, ma neanche pagamenti di bollettini o spedizioni di lettere. Tutto fermo. «Sono le quattro del pomeriggio - riferisce un cittadino in fila alla sede di piazza Dante - e dalla macchinetta per prendere i numeri esce il 250, ma sul display c'è il numero 60. Sono oltre due ore che non si fanno operazioni».
In piazza Dante, davanti all'ufficio postale, si sono accumulate più di settanta persone in attesa. Le lamentele, a ben guardare, non vengono solo dai cittadini, ma anche dai dipendenti delle poste. Giuseppe Luongo, segretario Cgil per il settore telecomunicazioni e lavoratore di Poste italiane, nello spiegare l'accaduto punta il dito contro alcune scelte dell'azienda. «Da oltre un anno Poste ha sostituito il sistema operativo - dice -, per renderlo più efficace. La sperimentazione a Roma ha dato grossi problemi, e ovunque viene applicato il nuovo sistema succede caos. Tanto è vero che il black out di oggi (ieri, ndr), non ha riguardato solo gli uffici cittadini. Si è trattato di un blocco su scala nazionale».
Che però non consola i cittadini, molti dei quali hanno dovuto rinunciare a riscuotere la pensione, né tantomeno gli addetti delle Poste. «In questo modo - conclude Luongo - si mortificano gli addetti agli sportelli, che stanno a diretto contatto con gli utenti. Siamo come suppellettili inutili, in un sistema che non funziona. Se noi dipendenti sbagliamo un'operazione veniamo contestati, quindi perseverare con questa disfunzione non è giusto».
Nell'ufficio di Stagno, alle dieci e mezzo le addette agli sportelli non avevano ancora servito dieci clienti. Il problema è che di cittadini in attesa che arrivasse il proprio turno ce n'erano una cinquantina. All'inizio hanno aspettato con diligenza, anche perché sulla porta di ingresso dell'ufficio un cartello avvertiva della possibilità di rallentamenti, poi hanno chiamato i carabinieri. Stando alla ricostruzione della gente che si accalcava all'ingresso dell'ufficio postale non è la prima volta che i sistemi informatici della sede di Stagno si bloccano.
«È successo altre volte - proseguono - di essere venuti alla posta a inizio mese e che i computer non funzionassero. Bisogna trovare una soluzione». Analogo copione, con tanto di proteste e lamentele, è andato in scena poche ore dopo nelle altre sedi cittadine di Poste italiane. Lementele ci sono state anche in via Cairoli e alle poste di piazza Dante. Anche lì è stato il caos. Intorno alle 13.30 i terminali sono andati in blocco e nessuno dei cittadini in coda ha potuto effettuare operazioni. Niente ritiro delle pensioni, ma neanche pagamenti di bollettini o spedizioni di lettere. Tutto fermo. «Sono le quattro del pomeriggio - riferisce un cittadino in fila alla sede di piazza Dante - e dalla macchinetta per prendere i numeri esce il 250, ma sul display c'è il numero 60. Sono oltre due ore che non si fanno operazioni».
In piazza Dante, davanti all'ufficio postale, si sono accumulate più di settanta persone in attesa. Le lamentele, a ben guardare, non vengono solo dai cittadini, ma anche dai dipendenti delle poste. Giuseppe Luongo, segretario Cgil per il settore telecomunicazioni e lavoratore di Poste italiane, nello spiegare l'accaduto punta il dito contro alcune scelte dell'azienda. «Da oltre un anno Poste ha sostituito il sistema operativo - dice -, per renderlo più efficace. La sperimentazione a Roma ha dato grossi problemi, e ovunque viene applicato il nuovo sistema succede caos. Tanto è vero che il black out di oggi (ieri, ndr), non ha riguardato solo gli uffici cittadini. Si è trattato di un blocco su scala nazionale».
Che però non consola i cittadini, molti dei quali hanno dovuto rinunciare a riscuotere la pensione, né tantomeno gli addetti delle Poste. «In questo modo - conclude Luongo - si mortificano gli addetti agli sportelli, che stanno a diretto contatto con gli utenti. Siamo come suppellettili inutili, in un sistema che non funziona. Se noi dipendenti sbagliamo un'operazione veniamo contestati, quindi perseverare con questa disfunzione non è giusto».
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