Anche Goldoni e Palazzo de Larderel fra i suoi lavori
Si è spento l'architetto Ferretti Aveva salvato la Fortezza Vecchia
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Larchitetto Mario Ferretti 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Si è spento l'architetto Mario Ferretti, funzionario della Soprintendenza responsabile per la nostra provincia: a Livorno, su incarico degli organismi ministeriali di tutela del patrimonio artistico, ha operato per tanti anni legando il proprio nome soprattutto alla Fortezza Vecchia. E' stato lui uno dei registi dell'operazione che, dopo un lunghissimo periodo di abbandono, era riuscito a far partire il restauro del monumento-simbolo della nostra città che, un passo dopo l'altro, è stato recuperato e restituito ai livornesi. Non è l'unica cosa della quale i livornesi sono debitori nei riguardi di Ferretti: aveva lavorato anche al recupero del Palazzo de Larderel e del teatro Goldoni. La battaglia che non è riuscito a vincere è quella contro la malattia che si era manifestata pochi mesi fa: i funerali sono previsti oggi alle 16 nella "sua" Lucca alla Chiesa dell'Arancio. «Era schivo di onori, un signore dell'anima», lo ricorda l'ex soprintendente Guglielmo Malchiodi che a lungo lo ha avuto al fianco («si è fatto stimare per il suo senso di giustizia, correttezza, equilibrio non comune»). E aggiunge: «Vorrei che obbiettivamente si ricordassero tutti di lui come uno dei pilastri modesti ma valorosi che sostengono ancora la buona e positiva immagine delle Soprintendenze». Il sindaco Cosimi ha espresso il cordoglio dei livornesi a familiari e colleghi dell'arch. Ferretti, ricordandone «la sua grande professionalità» e la capacità con cui è stato «importante punto di riferimento per la nostra città». Da Palazzo civico anche l'assessore alla cultura Mario Tredici sottolinea che l'impegno di Ferretti per la tutela del patrimonio architettonico livornese «si è sempre caratterizzato per la disponibilità a ricercare soluzioni che coniugassero il rispetto del monumento con il suo utilizzo, e ciò al fine di raggiungere la piena valorizzazione delle nostre memorie storiche». Ultimamente - ricorda Tredici - Ferretti aveva seguito il ritrovamento, nella demolizione degli edifici di via della Padula, delle antiche pietre provenienti dal cimitero ebraico di cui «aveva intuito l'importanza per la ricostruzione della storia della nostra città».
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