Toscana
«Non mi pagano». E sale sulla torre all'Eni
Lara Loreti
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PAURA. La polizia e i pompieri ieri pomeriggio alla raffineria Eni a Stagno Operaio minaccia di lanciarsi nel vuoto. La polizia trova accordo col datore di lavoro
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LIVORNO. Sulla torre faro, a 20 metri da terra, con una sola richiesta: essere pagato di alcune mensilità arretrate. Questa protesta di un operaio di una ditta che lavora per Toscana Impianti, all'interno dell'Eni. Antonio Conoci, 55 anni, moglie e figlio di 5. Originario di Lecce, è un trasfertista con la specializzazione di ramista, ovvero lavora i tubi di rame. Alloggia a Castiglioncello perché da fine aprile ha accettato un contratto per la Svs Impianti di Milano, ditta in subappalto della Toscana Impianti. Per l'operaio ieri è l'ultimo giorno di lavoro. Coi suoi colleghi (alcuni dei quali finiranno sabato) ha prestato servizio per il ripristino di un forno. In questi giorni infatti nella raffineria è in corso la periodica manutenzione degli impianti. Terminato il lavoro a Livorno, Conoci è pronto per tornare a casa. Ma a suo dire deve avere ancora dei soldi, circa 5mila euro. Una somma che sarebbe il risultato di mensilità rimaste in sospeso nei pagamenti dal 2009 ad oggi. «Mia moglie mi chiama, deve fare la spesa e ha un euro. Io sono a secco, non so neanche come fare per tornare casa», si sfoga l'operaio. In base a quanto appreso, il 55enne nel corso della giornata cerca anche di mettersi in contatto con il suo datore di lavoro della Svs Impianti, ma senza successo. Allora alle 16 perde la testa. Non vede altra chance per farsi sentire se non un gesto clamoroso che attiri l'attenzione: sale su una torre faro alta circa 40 metri e la percorre fino a circa la metà. In un primo tempo nessuno di accorge della sua sparizione. E così lui stesso chiama il 113 della polizia. Con gli agenti si sfoga e spiega loro il suo disagio. Immediato scatta l'allarme ai vigili del fuoco che si precipitano all'Eni a Stagno con l'autoscala insieme agli agenti delle volanti. A salire sulla torre faro sono un pompiere e un poliziotto. I due tranquillizzano l'operaio, cercano di fargli capire che tutto si sistemerà. È la stessa polizia a intercedere per lui e a parlare con i rappresentanti della Toscana Impianti per risolvere il problema. E così, come accertato dalla polizia, la Toscana Impianti si rende disponibile ad andare incontro all'operaio. Da parte sua, da Toscana Impianti fanno sapere che le buste paga dei dipendenti propri e delle ditte che lavoranocon loro "in distacco" sono tutti in regola. «Abbiamo acquisito le buste paga dei lavoratori della Svs Impianti da Milano - dicono dall'azienda - ed è tutto a posto».
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