Il Tirreno

Livorno

Mare e sangria esplode la moda delle cantine

Mare e sangria esplode la moda delle cantine

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LIVORNO. Strizzati come le sardine. Strizzati come sardine sotto sale tra le volte dal sapore mediceo e il mare. Strizzati e allegri, a godere della musica, del salmastro e di quella vista mozzafiato, combattuta tra i gozzi del caro, vecchio Palio marinaro e gli yacht di Azimut.  La tendenza ha fatto capolino sotto le luci di Natale, ma la moda - per dirla con un linguaggio patinato - è esplosa soprattutto nelle ultime settimane, complice il caldo e il richiamo dell'estate: dopo la corsa alle baracchine e ai locali della Venezia, ora i livornesi prendono d'assalto «le cantine».  Proprio così: soprattutto il venerdì e il sabato sera, il fazzoletto di banchina che si affaccia sulla darsena, sotto agli Scali Novi Lena, si riempie fino all'inverosimile. I livornesi le chiamano «le cantine». Per ora sono tre: Feffo'n Soda, Controcorrente e La Bua dell'Orate. Per ora, perché tra un remo e l'altro (qui ci sono anche le sezioni nautiche del Palio, ad esempio quella del Borgo Capuccini) c'è già chi sta pensando di inventarsi un altro ristorantino o un bancone di bibite.  Cosa sono le cantine? Aperitivi a suon di jazz nel tardo pomeriggio e musica a base di cocktail, sangria o birra fino all'una del mattino. Con i gestori che sperano, qui come sul viale Italia, che nelle prossime settimane la festa possa andare (ufficialmente) avanti almeno fino alle due.  In realtà l'avventura di questo angolo di Livorno, forse il primo assaggio di Porta a Mare, è partita tre anni fa con la famiglia Andreacchio che si è inventata la Bua dell'Orate: ristorante trasformato in American bar. Poi è arrivato il locale formato jazz & disco, Feffo'n Soda, seguito da Controcorrente, che ha completato il tris.  Tre «American bar», anche se i livornesi a questo tocco international-chic sembrano preferire di gran lunga il semplice e casareccio «le cantine».  In inverno i locali sono rimasti aperti solo nel fine settimana, al massimo dal giovedì alla domenica. Ma con l'arrivo dell'estate lo scalandrone che porta alla banchina resterà sveglio tutte le sere.  Sopra ci sono i palazzi di Borgo e altri locali storici. Dalla strada la musica, se non ci sono esagerazioni, si sente poco. Il marchio inconfondibile dello spostamento in massa dei livornesi sono le auto: dalle 23 in poi si forma la solita lunga fila di quattro ruote sul marciapiede. Per ora di comitati anti-chiasso non ne sono spuntati, anche se di controlli, come raccontano i gestori, ne sono arrivati parecchi. Altra moda che poi passerà o il porto giusto per l'inquieta onda giovane livornese, a caccia di divertimento senza multa? J.G.

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di Redazione web