Gioco
Livorno-Frosinone senza storia
Alessandro Bernini
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LIVORNO. Poteva essere la partita del Grande Sogno (vincendo a Padova). O magari quella della Piccola Speranza (pareggiando). In realtà sarà solo la domenica dei saluti, tra tanto caldo e zero ambizioni visto che di fronte c’è pure un Frosinone già retrocesso. L’addio al campionato sarà dunque datato 29 maggio, e forse non poteva essere altrimenti. Troppe 13 sconfitte in un campionato, di cui 6 addirittura in casa. È qui che il Livorno ha perso i playoff, non certo a Padova dove peraltro gli amaranto hanno confermato di aver trovato una quadratura. Troppo tardi, però.
Domenica dei saluti, dunque. Qualche arrivederci, e diversi addii. La prima posizione da capire sarà quella di Walter Novellino: fino a oggi le dichiarazioni d’amore del tecnico e di Spinelli sono state reciproche per cui tutto lascerebbe pensare a una conferma. Ma non diamo niente di scontato. Una cosa è sicura: Novellino è tecnico che non ha certo timore ad alzare la voce, la sua presenza dovrebbe essere una buona garanzia per il mercato. Sarà interessante sentire le sue parole stasera, al termine della partita.
Intanto per oggi ha deciso di dare spazio a chi ha giocato poco. Giusto così. Fermo restando che non possono essere partite come questa a svelarci il valore dei vari Galabinov o Lignani, giusto per fare un paio di nomi. A proposito: probabile anche l’utilizzo di Marco Moscati, nella ripresa. Novellino nella sua testa ha già un’idea di cosa manca al Livorno.
Rispetto agli anni passati, sembra che Aldo Spinelli abbia deciso di farci passare un’estate senza telenovele: resta lui. Qualcuno sarà strafelice, qualcuno soddisfatto, qualcuno storcerà la bocca. Ma fa parte del gioco. Intanto è importante sapere che non si perderà tempo nella costruzione del nuovo Livorno. Poi non sarebbe male aprire un dialogo con la tifoseria, mettere in piazza i progetti, far capire (se è così) che questa società ha ambizioni. Livorno ha bisogno del suo pubblico, la squadra ha bisogno delle spalle protette. Perchè un’altra stagione come quella attuale, con curva semivuota e 1000 paganti a partita, sarebbe come calpestare anche le fiammelle che resistono sotto la cenere. Ricreare feeling vale più e costa meno dell’acquisto di un giocatore.
Domenica dei saluti, dunque. Qualche arrivederci, e diversi addii. La prima posizione da capire sarà quella di Walter Novellino: fino a oggi le dichiarazioni d’amore del tecnico e di Spinelli sono state reciproche per cui tutto lascerebbe pensare a una conferma. Ma non diamo niente di scontato. Una cosa è sicura: Novellino è tecnico che non ha certo timore ad alzare la voce, la sua presenza dovrebbe essere una buona garanzia per il mercato. Sarà interessante sentire le sue parole stasera, al termine della partita.
Intanto per oggi ha deciso di dare spazio a chi ha giocato poco. Giusto così. Fermo restando che non possono essere partite come questa a svelarci il valore dei vari Galabinov o Lignani, giusto per fare un paio di nomi. A proposito: probabile anche l’utilizzo di Marco Moscati, nella ripresa. Novellino nella sua testa ha già un’idea di cosa manca al Livorno.
Rispetto agli anni passati, sembra che Aldo Spinelli abbia deciso di farci passare un’estate senza telenovele: resta lui. Qualcuno sarà strafelice, qualcuno soddisfatto, qualcuno storcerà la bocca. Ma fa parte del gioco. Intanto è importante sapere che non si perderà tempo nella costruzione del nuovo Livorno. Poi non sarebbe male aprire un dialogo con la tifoseria, mettere in piazza i progetti, far capire (se è così) che questa società ha ambizioni. Livorno ha bisogno del suo pubblico, la squadra ha bisogno delle spalle protette. Perchè un’altra stagione come quella attuale, con curva semivuota e 1000 paganti a partita, sarebbe come calpestare anche le fiammelle che resistono sotto la cenere. Ricreare feeling vale più e costa meno dell’acquisto di un giocatore.
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