Gioco
Il sindaco promette: «A settembre le case per venti famiglie a Fiorentina»
A sorpresa Alessandro Cosimi annuncia che il recupero del quartiere avrà tempi rapidissimi
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LIVORNO. «A fine settembre sarà tutto pronto per il trasferimento delle famiglie di via Giordano Bruno: il prossimo mercoledì (al massimo la settimana successiva, mercoledì 8) porteremo in consiglio la variante per l’Abitare sociale».
Lo ha annunciato il sindaco, Alessandro Cosimi, che ieri mattina ha aperto la commissione presieduta da Adriano Tramonti (Pd), sull’avvio del piano di recupero di Fiorentina. Ha voluto metterci la faccia, il sindaco, dopo che gli abitanti del quartiere (presenti anche ieri in sala) hanno minacciato di dare vita a nuove, clamorose proteste (come l’occupazione del civico 12 appena ricostruito) nel caso in cui l’amministrazione non avesse rispettato le promesse fatte in autunno: 1) l’approvazione della variante dell’Abitare sociale entro l’estate; 2) a settembre il trasferimento di una ventina di famiglie dal civico 14 di via Bruno, agganciando il treno dei 91 alloggi pronti soprattutto alla Scopaia. «Abbiamo intrapreso un percorso serio e concreto per rispettare quanto detto ai cittadini», interviene Cosimi.
Ma le carte, in consiglio comunale, non sono ancora arrivate. E i tempi stringono. Il motivo? Intoppi e ritardi nella macchina amministrativa, incastrata nei procedimenti di “Vas” e di “Via” della legge regionale che, come ripetono a turno Cosimi e il dirigente dell’ufficio urbanistica Gianfranco Chetoni, «è farraginosa e rallenta le procedure».
Il problema, ora, è che manca ancora il parere della circoscrizione guidata da Daniela Bartalucci che, chiarisce il sindaco, «non è vincolante ma obbligatorio».
In altre parole, prima di portare la variante in consiglio è necessario che la circoscrizione dica la sua. In realtà lo ha già fatto con una serie di delicatissime osservazioni sull’area del mercato ortofrutticolo (per abbassare gli indici di edificabilità) e della Porta Fiorentina (per dire no al trasferimento della sede di Casalp nei Bagnetti ormai transennati): ma ricevuta la risposta degli uffici del Comune serve una formalizzazione.
«È giustissimo - è la stoccata del sindaco - che la circoscrizione esprima il suo parere, ma entro un certo tempo, altrimenti quando si va a sintetizzare nascono le difficoltà». Così ecco scattare la corsa alla delibera: martedì il consiglio della circoscrizione 1 si riunirà, la deliberà sarà trasmessa in serata al Comune e mercoledì mattina i capigruppo si incontreranno per votare la sua ammissione alle carte. Subito dopo il consiglio, questa volta comunale, discuterà la variante.
«E se l’appuntamento in circoscrizione dovesse saltare per la mancanza del numero legale? - fa notare il presidente del circolo del Pd di via Garibaldi, Vladimiro Del Corona - Spero che il presidente possa comunque consegnare qualche documento, perché con questi tempi strettissimi non sarebbe possibile aspettare oltre». Già, perché la variante, dopo l’adozione in consiglio dovrà aspettare altri tre mesi (45 giorni di pubblicazione e 45 di eventuali osservazioni) prima di essere approvata. Se tutto andrà liscio, si arriverà giusto giusto a settembre e perché le famiglie del 14 possano rientrare nell’assegnazione delle case alla Scopaia dovrà essere tutto pronto entro il 20.
Adottata la variante il Comune, come sollecitato da Del Corona, inizierà quindi a predisporre un piano dei trasferimenti per chiarire chi avrà diritto al nuovo alloggio (sicuramente non gli inquilini morosi) e dove.
Lo ha annunciato il sindaco, Alessandro Cosimi, che ieri mattina ha aperto la commissione presieduta da Adriano Tramonti (Pd), sull’avvio del piano di recupero di Fiorentina. Ha voluto metterci la faccia, il sindaco, dopo che gli abitanti del quartiere (presenti anche ieri in sala) hanno minacciato di dare vita a nuove, clamorose proteste (come l’occupazione del civico 12 appena ricostruito) nel caso in cui l’amministrazione non avesse rispettato le promesse fatte in autunno: 1) l’approvazione della variante dell’Abitare sociale entro l’estate; 2) a settembre il trasferimento di una ventina di famiglie dal civico 14 di via Bruno, agganciando il treno dei 91 alloggi pronti soprattutto alla Scopaia. «Abbiamo intrapreso un percorso serio e concreto per rispettare quanto detto ai cittadini», interviene Cosimi.
Ma le carte, in consiglio comunale, non sono ancora arrivate. E i tempi stringono. Il motivo? Intoppi e ritardi nella macchina amministrativa, incastrata nei procedimenti di “Vas” e di “Via” della legge regionale che, come ripetono a turno Cosimi e il dirigente dell’ufficio urbanistica Gianfranco Chetoni, «è farraginosa e rallenta le procedure».
Il problema, ora, è che manca ancora il parere della circoscrizione guidata da Daniela Bartalucci che, chiarisce il sindaco, «non è vincolante ma obbligatorio».
In altre parole, prima di portare la variante in consiglio è necessario che la circoscrizione dica la sua. In realtà lo ha già fatto con una serie di delicatissime osservazioni sull’area del mercato ortofrutticolo (per abbassare gli indici di edificabilità) e della Porta Fiorentina (per dire no al trasferimento della sede di Casalp nei Bagnetti ormai transennati): ma ricevuta la risposta degli uffici del Comune serve una formalizzazione.
«È giustissimo - è la stoccata del sindaco - che la circoscrizione esprima il suo parere, ma entro un certo tempo, altrimenti quando si va a sintetizzare nascono le difficoltà». Così ecco scattare la corsa alla delibera: martedì il consiglio della circoscrizione 1 si riunirà, la deliberà sarà trasmessa in serata al Comune e mercoledì mattina i capigruppo si incontreranno per votare la sua ammissione alle carte. Subito dopo il consiglio, questa volta comunale, discuterà la variante.
«E se l’appuntamento in circoscrizione dovesse saltare per la mancanza del numero legale? - fa notare il presidente del circolo del Pd di via Garibaldi, Vladimiro Del Corona - Spero che il presidente possa comunque consegnare qualche documento, perché con questi tempi strettissimi non sarebbe possibile aspettare oltre». Già, perché la variante, dopo l’adozione in consiglio dovrà aspettare altri tre mesi (45 giorni di pubblicazione e 45 di eventuali osservazioni) prima di essere approvata. Se tutto andrà liscio, si arriverà giusto giusto a settembre e perché le famiglie del 14 possano rientrare nell’assegnazione delle case alla Scopaia dovrà essere tutto pronto entro il 20.
Adottata la variante il Comune, come sollecitato da Del Corona, inizierà quindi a predisporre un piano dei trasferimenti per chiarire chi avrà diritto al nuovo alloggio (sicuramente non gli inquilini morosi) e dove.
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