La protesta
Presentato nel convegno dellOami il lavoro multimediale realizzato dalle classi del Niccolini-Palli
Gli studenti dell'Isis discutono della diversità
Roberto Riu
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LIVORNO. rsità, e quindi anche la disabilità, può costituire un requisito vincente e non necessariamente rappresentare una condizione di sconfitta e di isolamento: è questo il messaggio che hanno voluto lanciare gli studenti dell'Isis "Niccolini-Palli" con il lavoro multimediale presentato al Lem nel corso del convegno "L'immagine del disabile come specchio della società". Il convegno è stato promosso dall'Oami (Opera assistenza malati impediti): un sodalizio le cui strutture si sono sviluppate una ventina d'anni fa grazie al dottor Dimitri Cagidiaco. La preparazione del convegno ha visto inoltre la collaborazione del Cesvot e della rete nazionale Disabilità Intellettive ed il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno. Nel loro lavoro i ragazzi dell'ISIS hanno immaginato una sorta di favola di cui era protagonista un ippopotamo rosa, per questo schernito ed emarginato dagli altri ippopotami della sua tribù: una condizione di diversità che però nell'ippopotamo rosa conviveva con delle qualità che si sono poi rivelate essenziali per salvare dall'attacco dei leoni i suoi fratelli che lo hanno così visto con altri occhi ed finalmente apprezzato. «La motivazione del convegno - ha spiegato il dottor Pier Giorgio Curti, psicologo dell'Oami - consiste nel misurare l'atteggiamento democratico della società verso i più diversi, i più deboli, i più fragili. Perciò il disabile come paradigma - ha concluso lo psicologo dell'Oami- ma potremmo dire anche l'extracomunitario, l'esule ed il tossicodipendente. Insomma, l'Altro". Durante il convegno, in una sala stracolma, sono stati affrontati i temi della rappresentazione del diverso nell'arte occidentale, del disagio, del disabile come risorsa della società e della riabilitazione.
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