Il Tirreno

Livorno

Giro di squillo e di merce contraffatta

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Operazione dei carabinieri, le prostitute anche al Marilia

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LIVORNO. Un giro di squillo e di merce contraffatta sfruttando il network degli appartamenti in affitto e subaffitto a clandestini. Lo hanno scopertto i carabinieri venerdì: un lavoro d'intelligence di 23 militari del Nucleo operativo radiomobile. Quattro cinesi denunciati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e della prostituzione, 5 squillo cinesi avviate all'espulsione. Più due senegalesi denunciati per detenzione di merce falsa di note marche. Uno dei due africani è stato indagato anche per aver ospitato nella casa in via Sproni conazionali clandestini.  I controlli dei carabinieri, guidati dal tenente Claudio Gallù, sono partiti da una serie di segnalazioni di cittadini su andirivieni da parte di uomini in quattro appartamenti: al residence a Marilia, in via Pellegrini, in via Giordano Bruno e in via Garibaldi alla Guglia.  Nelle 4 case, come accertato dai militari, si prostituivano le 5 squillo cinesi di cui due sedicenti giapponesi a 50 euro a prestazione. Le donne, una 40enne, due di 46 e altre due di 47 anni, trovavano clienti in tutta la Toscana, tramite annunci. Gli appartamenti venivano gestiti da quattro cinesi di 24, 32, 35 e 43 anni, residenti nel Nord Italia, che sono stati denunciati. Secondo i carabinieri sono teste di legno. Nelle case le bollette venivano pagate da persone diverse e le squillo ruotavano ogni 15 giorni.  Nella stessa sera in una casa di 50 metri quadri via Sproni sono stati trovati sei senegalesi, ma all'interno vivevano anche il 10. In camera di due sono stati trovati 110 paia di scarpe, 94 portafogli, 20 borse, 200 paia di occhiali, 40 orologi anche Rolex, oltre a cinture, cd, magliette ed altro. Tutto contraffatto.  Secondo i militari, dietro i due casi c'è lo stesso meccanismo criminale legato agli alloggi. Il proprietario livornese affida la casa da affittare a un'agenzia che a sua volta la dà in locazione a stranieri regolari. Questi poi la subaffittano in nero ad altri connazionali. (l.l.)

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