Il Tirreno

Livorno

«Buono e autorevole, il più grande di tutti»

Alessandro Guarducci
La signora Francesca con la foto di Armando Picchi e dietro Moratti
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La signora Francesca con la foto di Armando Picchi e dietro Moratti

Moratti, commosso, ricorda Picchi. Poi promette un'amichevole con il Livorno

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 LIVORNO. «Mi sono fermato a prendere un caffè alla Baracchina Rossa perchè volevo ammirare il lungomare di Livorno: è bellissimo, qui ci torno sempre volontieri». Ecco spiegato perché il presidente dell'Inter Massimo Moratti è arrivato con qualche minuto di ritardo alla chiesa di S. Agostino: giustificazione più che accettata, viste le motivazioni. E del resto, in questa sua trasferta toscana poteva contare su una guida d'eccezione: il livornese Stefano Filucchi, che dell'Inter è vicedirettore generale. «Il presidente è legatissimo a Livorno», commenta il dirigente nerazzurro impegnato a salutare i numerosi amici, primo fra tutti il vicequestore Paolo Rossi.  E il legame tra Moratti e Livorno è destinato a irrobustirsi ancora di più, e sempre nel nome Armando Picchi. Il presidente nerazzurro ha infatti accettato la proposta lanciata dall'assessore Claudio Ritorni di disputare una partita tra Livorno e Inter: «D'accordo, porterò l'Inter a giocare a qui. Però mi auguro che il Livorno torni in serie A al più presto».  La "Sala degli Specchi" di Villa Mimbelli, scelta per annunciare le varie iniziative che ricorderanno il grande Capitano a 40 anni dalla sua scomparsa, a questo punto si è riempita di applausi, sorrisi, ricordi ed emozioni. «Picchi è stato un personaggio incredibile - dice Claudio Ritorno - È riuscito ad essere un leader ovunque sia andato: negli anni Cinquanta a Livorno, negli anni Sessanta a Milano e negli anni Settanta a Torino. E non è un caso che sia conosciuto anche dalle generazioni successive: Livorno sente suo Armando Picchi».  Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Provincia Giorghio Kutufà. «Picchi è nel cuore di tutti i livornesi - afferma - E come livornese sono orgoglioso di questo campione che si è fatto rispettare facendo valere i suoi grandi valori: la famiglia, la fede religiosa, la lealtà». Ancora più vivo è il ricordo del sindaco Alessandro Cosimi. «Da bambino andavo ai bagni Fiume - dichiara - e ho avuto la fortuna di assistere alle mitiche gabbionate: i livornesi facevano a gara per giocare contro Picchi e i campioni della Grande Inter che lui portava a Livorno. È stato un esempio di disponibilità, educazione e lealtà: lo considero quasi un archetipo della livornesità. Ed è un piacere ma anche un dovere ricordare le sue qualità in questo momento, dove i grandi esempi sono pochi».  Maria Antonietta Schiavina, Gaia Capurso e Massimo Ferrari hanno illustrato il «regalo che abbiamo voluto fare ad Armando», cioè il docu-film "Diario di bordo di un capitano" che sarà proiettato in anteprima nazionale il prossimo 3 giugno a Villa Fabbricotti. Poi ha preso la parola Massimo Moratti, che rivolgendosi alla famiglia Picchi (dalla moglie Francesca ai figli Leo e Gianmarco, dal fratello Mario alla nipote Paola, etc.) ha definito Armando «intelligente, forte, simpatico, spiritoso, ironico. Un grandissimo giocatore, un vincente. Buono e con un innato senso di autorità: due qualità non facile da abbinare. Ci sono tantissimi ricordi che mi legano a lui: possono passare gli anni, ma Armando sarà sempre il nostro grande capitano».

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