Sicurezza
Prostitute e merce contraffatta nel network delle case in affitto
Lara Loreti
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Quattro cinesi denunciati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e della prostituzione, 5 squillo cinesi avviate all'espulsione. Più due senegalesi denunciati per detenzione di merce contraffatta di note marche. Uno dei due africani è stato indagato anche per aver ospitato nella casa in via Sproni conazionali clandestini.
È il risultato di un'articolata operazione svolta ieri sera dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile guidati dal tenente Claudio Gallù. I controlli sono partiti da una serie di segnalazioni di cittadini su andirivieni da parte di uomini in quattro appartamenti: al residence a Marilia, in via Pellegrini, in via Giordano Bruno e in via Garibaldi alla Guglia.
Qui, come accertato dai militari, si prostituivano squillo cinesi di cui due sedicenti giapponesi a 50 euro a prestazione. Le donne reclutavano clienti tramite annunci. Gli appartamenti venivano gestiti da quattro cinesi residenti nel Nord Italia, secondo i carabinieri teste di legno, che sono stati denunciati.
Nella stessa sera in via Sproni sono state trovate decine di scarpe, borse e orologi di note marche tra cui Rolex. Secondo gli investigatori, dietro i due casi c'è lo stesso meccanismo criminale legato agli alloggi. Il proprietario livornese dà la casa in affitto affidandola a un'agenzia che a sua volta la dà in locazione a stranieri regolari. Gli extracomunitari poi la subaffittano in nero ad altri connazionali, anche irregolari.
È il risultato di un'articolata operazione svolta ieri sera dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile guidati dal tenente Claudio Gallù. I controlli sono partiti da una serie di segnalazioni di cittadini su andirivieni da parte di uomini in quattro appartamenti: al residence a Marilia, in via Pellegrini, in via Giordano Bruno e in via Garibaldi alla Guglia.
Qui, come accertato dai militari, si prostituivano squillo cinesi di cui due sedicenti giapponesi a 50 euro a prestazione. Le donne reclutavano clienti tramite annunci. Gli appartamenti venivano gestiti da quattro cinesi residenti nel Nord Italia, secondo i carabinieri teste di legno, che sono stati denunciati.
Nella stessa sera in via Sproni sono state trovate decine di scarpe, borse e orologi di note marche tra cui Rolex. Secondo gli investigatori, dietro i due casi c'è lo stesso meccanismo criminale legato agli alloggi. Il proprietario livornese dà la casa in affitto affidandola a un'agenzia che a sua volta la dà in locazione a stranieri regolari. Gli extracomunitari poi la subaffittano in nero ad altri connazionali, anche irregolari.
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