Il Tirreno

Livorno

Il trionfo di baby Zorro

Giorgio Billeri
Il trionfo di baby Zorro

Impresa di Luperi, 17 anni, nuovo re livornese del fioretto

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LIVORNO. La scherma è tornata a casa, tra stucchi, arazzi e velluti rossi. E’ tornata nella città che vanta la bacheca di medaglie più ricca al mondo. E a casa non poteva che portarcela per mano un livornese, ma quello che non ti aspetti: Edoardo Luperi, diciassette anni e mezzo, che sul palco del testro Goldoni recita da mattatore sotto gli occhi dell’Italia schermistica e si guadagna un titolo nel fioretto da impazzire. Piglio guascone, modi da scavezzacollo, una scherma rapida e abbagliante come un flash, non lo vedi mai partire e mai arrivare. In semifinale sgretola il solido Di Francisca, in finale asfalta Avola, dopo essere stato sotto 12-8 piazza sette stoccate di seguito e abbraccia i propri concittadini in delirio: la scherma torna a casa, il titolo di fioretto torna a Livorno.

LA VITTORIA DI LUPERI FOTO - VIDEO

Lo sport più nobile ha conquistato uno dei palcoscenici più belli d’Italia, il teatro Goldoni, dove 150 anni fa i nonni dei nostri nonni assistettero (era il 1856) alla prima «Accademia» (gara) in Italia. Spettacolo mozzafiato quello delle finali tricolori 2011 andato in scena ieri sera, un cocktail perfetto di abilità sportiva, emozione, bellezza del gesto, intensità, in una cornice unica, che sembrava nata e concepita per esaltarli, quei gesti.

IL PERSONAGGIO "Non sono un mito, sono solo Luperi"

Luperi, per tutti Edo, riccioli alla Battisti e piglio da liceale dispettoso, ha scippato meritatamente il centro del proscenio al campionissimo del fioretto, quell’Andrea Baldini superfavorito che pè caduto sull’ostacolo-Barrera nei quarti di finale, in un PalaLivorno che improvvisamente è diventato un freezer di delusione. Da piccolo sognava di essere Zorro o uno dei tre moschettieri, ora il sogno l’ha raggiunto, molto più della vittoria nell’a giovane Olimpiade di Singapore al termine della quale si esibì in una conferenza stampa esilarante in un inglese casalingo. Livornese vero, Edo è maturato tecnicamente sotto la guida di Marco Vannini, adesso è completo quando attacca e quando difende, ma il carattere gliel’ha regalato la natura. Non ha mai paura, contro il numero 1 del mondoo contro un compagno di allenamenti: bastava vederlo ieri, quando ha raccolto gli scalpi, uno dopo l’altro, di Podestà, Paroli, Nista, Di Francisca e Avola.

Il golden boy guadagna la copertina di questa prima giornata degli assoluti livornesi, Baldini finisce in controcopertina. Ma un applauso merita anche Ilaria Bianco, la sciabolatrice pisana che combatte contro un guaio muscolare che la costringe ad accovacciarsi sul palco del Goldoni, una smorfia di dolore che le contrae il viso. Ma poi rientra e strappa la semifinale alla Gulotta per 15-10, pagando dazio però nell’assalto decisivo al mestiere di Gaia Marzocca. Irene Vecchi, speranza labronica della specialità, si era inchinata proprio alla Bianco nel derby dei quarti. L’altro scudetto di giornata, quello della spada femminile, va a Bianca Del Carretto, autrice di un percorso netto contro la Muroni e in finale contro Rosella Fiamingo. Cala il sipario, per le emozioni passare oggi dal PalaLivorno.



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di Redazione web