Gioco
Maggioranza più salda e Cosimi apre le porte a nuovi alleati
Alessandro Guarducci
◗
Il sindaco, provato ma soddsifatto, dopo l’intervento in consiglioPiano strutturale: Lamberti vota sì, Rifondazione e Udc si astengono. «È l'avvio di una nuova fase per il consiglio»
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Prima ha riconosciuto che la maggioranza non si considera autosufficiente, poi ha invitato il consiglio comunale a recitare il ruolo di protagonista di una nuova fase politica.. Un vero e proprio appello, quello lanciato da Alessandro Cosimi, che non è rimasto inascoltato: il documento di sintesi degli obiettivi per la revisione del piano strutturale è stato infatti approvato con una votazione che è andata oltre i confini dell'attuale coalizione di governo di Palazzo Civico. Il sindaco è riuscito in questa impresa perché nel suo intervento ha preso l'impegno di mettere al centro del piano strutturale «i progetti del lavoro e dello sviluppo, a cominciare dal porto». Ma soprattutto perché ha aperto al dialogo con tutte le forze presenti in consiglio. Valorizzando così, fatto che potrebbe sembrare banale ma non lo è, la centralità dell'assemblea cittadina rispetto agli equilibri politico-partitici. «Sono figlio dei partiti e non rinnego nulla - afferma - però in questa partita ci deve essere una più stretta relazione tra sindaco, giunta e consiglio comunale. L'avvio di questo procedimento impone una riflessione: non vogliamo essere autosufficienti, perchè il piano strutturale è di tutta la città. Ci sarà tutto il tempo per scontrarci sulle singole scelte, però ora siamo all'apertura di una fase e quindi è necessario che in consiglio si apra un dibattito sul futuro di Livorno». I voti favorevoli sono stati 21. E già qui si è registrata una novità di rilievo: oltre a quelli della maggioranza (Pd, Sel e Idv) è infatti arrivato anche il sì di Gianfranco Lamberti. Il consigliere di Confronto ha infatti apprezzato le parole del sindaco: due emendamenti li ha ritirati, perchè già fatti suoi da Cosimi, due sono stati approvati e uno - quello sull'assetto delle aree retrostanti il Cisternone - è stato respinto, anche se Sel e Rifondazione hanno votato a favore. Tre le astensioni: quella di Salvatore Capuozzo (Udc), che ha apprezzato «l'apertura al rapporto tra pubblico e privato per lo sviluppo di Livorno», e quelle di Tiziana Bartimmo e Lorenzo Cosimi (Rifondazione comunista), che prima si sono visti accogliere due emendamenti (seppur integrati dalla giunta) e poi hanno accolto favorevolmente «la prospettiva di discutere finalmente in maniera concreta del futuro della città». Un risultato probabilmente inaspettato anche per lo stesso Cosimi, però è forse è troppo presto - se non addirittura ingiustificato - parlare di prove tecniche di allargamento della maggioranza. Certo è che i gruppi consiliari hanno quanto meno raccolto l'invito a dialogare. E veniamo ai voti contrari, che sono stati sette. Ma con dei distinguo. Il gruppo del Pdl di Bruno Tamburini ha espresso il suo no sottolineando «che in futuro, però, potrebbe diventare anche un'apertura». Marcella Amadio e il suo gruppo del Pdl, invece, pur avendo incassato l'approvazione di un emendamento (e su un altro riguardante la discarica del Limoncino che è stato respinto, hanno ottenuto l'astensione di Idv e Rifondazione) hanno votato no «senza se e senza ma, perché non ci facciamo influenzare dal consigliere Lamberti». Il riferimento a Tamburini è lampante. Infine Marco Cannito (città Diversa), il più duro nei confronti dell'amministrazione. «Il nostro disegno di città è completamente diverso da quello della giunta - dichiara - È per questo motivo che non abbiamo presentato alcun emendamento: semmai presenteremo un piano strutturale alternativo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
