Gioco
Intanto il comitato invita il vescovo alla ecofesta
Limoncino, tra un mese lo stop all'inchiesta
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LIVORNO. L'indagine della Procura sulla discarica del Limoncino è a un punto di svolta: i due consulenti tecnici, nominati dal Pm Filippo Maffeo per valutare le autorizzazioni rilasciate dalla Provincia in relazione alle caratteristiche geormorfologiche dell'area, hanno già iniziato a lavorare e stando a quanto riferito nelle stanze di via Falcone e Borsellino, i magistrati contano addirittura di chiudere il procedimento entro un mese. A quanto pare, almeno per la parte che riguarda gli aspetti procedurali (ovvero l'iter seguito prima di rilasciare le autorizzazioni alla società Belma e, quindi, all'impresa Bellabarba) la Procura avrebbe le idee piuttosto chiare. Gli indagati restano tre: sono dirigenti di palazzo Granducale, il reato ipotizzato (finora) è di abuso di ufficio. Due giorni fa un'auto del Cnr, come confermato dai rappresentanti della società Bellabarba, ha raggiunto l'ex cava del monte La Poggia con a bordo i consulenti della Procura che hanno visitato il sito in fase di trasformazione in una discarica di rifiuti speciali, inerti. In particolare la Procura vuole vederci chiaro sulla possibile presenza di acqua "a rischio" nel sottosuolo e di smottamenti. Intanto il comitato degli abitanti - che da agosto dice no all'impianto - ha deciso di organizzare per il 4 e 5 giugno una "ecofesta" che vedrà la partecipazione delle forze ambientaliste della città. Era stato il vescovo, monsignor Simone Giusti, a caldeggiare la realizzazione di una, disse, «festa di primavera». Disse anche che gli sarebbe piaciuto cogliere l'occasione per «fare visita ai boschi e alle chiesette dell'area». Così è stato il primo al quale il comitato ha mandato, via e-mail, l'invito. Accetterà? J.G.
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